Cancellata la norma che trasferiva poteri e personale alle Province. E non piaceva a mezza Forza Italia I veti incrociati nel centrodestra fanno cadere anche la riforma del turismo. Dopo aver subito il sì dellaula alla norma che fissa un tetto di 250 mila euro ai compensi dei manager pubblici, il governo è costretto ad incassare la bocciatura, da parte di Sala dErcole, della disposizione che avrebbe dovuto istituire gli Erit. Muoiono prima ancora di nascere gli enti provinciali che avrebbero dovuto assorbire i 600 dipendenti delle aziende di soggiorno e delle Apit. Nuovo voto segreto: 37 voti contrari, 36 a favore. Così il Parlamento siciliano ha affossato il comma del maxi-emendamento presentato da Cuffaro che aveva suscitato il più acceso dibattito negli ultimi giorni. Portata avanti dallassessore al Turismo Dore Misuraca, la riforma che assegnava pieni poteri alle Province poggiava su un asse fra Raffaele Lombardo e Francesco Musotto, ma aveva diviso Forza Italia: sia il capogruppo Francesco Cascio che il presidente della commissione Bilancio Michele Cimino avevano manifestato perplessità, mentre i sindacati avevano proclamato lo stato dagitazione del personale. Non è servita una riscrittura in extremis della norma, che lasciava i dipendenti in un ruolo unico della Regione seppur in posizione di «comando» nelle Province, a placare gli animi della Cdl. Misuraca lo ammette: «La norma era frutto di un accordo fra i segretari dei partiti di maggioranza - dice - Purtroppo ha risentito del clima politico difficile che si è venuto a creare allArs negli ultimi giorni». Misuraca allude velatamente a ritorsioni contro Lombardo, poi fa spallucce: «Non era una rivoluzione copernicana ma avremmo consentito un razionale impiego di 600 dipendenti, che adesso rischiano di rimanere "dispersi" nei vari uffici regionali. Peccato». Il capogruppo di An, Salvino Caputo, torna a chiedere un vertice di maggioranza: «Cè un malessere diffuso, è bene che si faccia chiarezza». Il maxi-emendamento del governo alla Finanziaria è stato al centro della seduta di ieri di Sala dErcole. La giunta rinuncia a una norma cara allMpa: la sospensione per tre mesi delle concessioni per la realizzazione degli impianti eolici in Sicilia. Cuffaro, in aula, ha spiegato che presto la materia sarà disciplinata dal nuovo piano energetico della Regione. Passa, invece, ma con robuste modifiche, il provvedimento che ridisegna la mappa degli Ato rifiuti, che scendono da 27 a 14 e faranno riferimento non più alle province ma alle caratteristiche del territorio. Una soluzione figlia di un accordo bipartisan che ha visto protagonista la Margherita e salutata con favore dalludc Nino Dina e dal ds Antonello Cracolici. Via libera anche alla norma che dovrebbe portare entro 8 mesi alla gestione ordinaria dei consorzi di bonifica, molti dei quali attualmente commissariati. Viene istituita unautorità regionale per il controllo e la vigilanza dei consorzi. Passa anche il comma che prevede lo smantellamento di tutte le partecipazioni azionarie dellEsa e cè il sì di Sala dErcole al nuovo assetto dellagenzia per i rifiuti e per le acque, che al momento è retto da un direttore generale nominato dal governatore e che invece avrà - secondo la norma - un regolare cda composto da 5 membri. Sette giorni oltre la scadenza indicata dal governo (il 19 gennaio), la Finanziaria ha proseguito ieri fino a tarda sera un viaggio che si è trasformato in una maratona. Rita Borsellino ha accusato una crisi ipertensiva e ha lasciato laula. Mentre la Margherita ha ribadito i disagi che, visti i ritardi, la mancata presentazione dellesercizio provvisorio ha già creato: «È giusto che siano i dipendenti e i creditori della Regione - dice Egidio Ortisi - a pagare il teatrino della politica?».