Il fossato della Pusterla abbandonato e pieno di rifiuti Maria si affaccia oltre il parapetto e recita la faccia del disgusto: «Guarda che schifo. Mi sembra di essere tornata in Bulgaria. Da noi non ci sono soldi ma Milano è ricca, qua dovrebbero pulire». La signora Ada, che Maria porta a passeggio reggendole il braccio, guarda con occhi sbarrati il fossato oltre il cancello: bottiglie di plastica, cartoni di vino, stracci ammuffiti e lattine. Cartacce che la pioggia di anni ha reso pappa, e il sole ha seccato come uno strato di cartapesta sul prato spelacchiato. Il piccolo fossato della Pusterla, a ridosso del palazzo delle Orsoline, è una discarica in pieno centro. In quella piazza SantAmbrogio che decine di migliaia di turisti visitano ogni anno. «È così dal 93, da quando ho cominciato a lavorare qui» dice sconsolato Giovanni Cigognini, preside del liceo classico Lanzone. Le finestre della sua scuola si affacciano sul fosso, lo spettacolo da lassù è desolante. «Ho chiesto più volte ai vigili cosa si potesse fare - racconta Cigognini - la risposta è stata: un bel niente, noi non centriamo. Sono in tanti ad aver provato a pulire: nel settembre scorso le volontarie della tutela delle Belle Arti, a ottobre una squadra di operatori Amsa. Tutto inutile: il cancelletto daccesso è chiuso da un lucchetto. Chi ha le chiavi? Sembra nessuno lo sappia. «È un problema che cercheremo di risolvere al più presto» dice Gianni Verga, assessore alla Casa e al Demanio. Stessa risposta dà lAmsa, ma per ora lo sporco rimane dovè. La storia recente della Pusterla - progettata nel 1938 da Gino Chierici a imitazione di una porta del 1171 - è complessa. A fine 2000 lassociazione Armi antiche, che ne aveva fatto un museo, riceve lo sfratto dal Demanio comunale. Nel marzo 2001 la struttura viene assegnata al settore Cultura e musei del Comune con lintento di farci un Info-point, ma nel dicembre 2002 torna al Demanio. Seguono: un bando di assegnazione che va deserto, un periodo di totale inutilizzo e - il 12 aprile scorso - una concessione firmata dallallora sindaco Albertini che affida la tutela della piazza alle società vincitrici della gara dappalto per la costruzione del parcheggio sotterraneo. I lavori di restauro alle facciate esterne della Pusterla a dicembre si sono conclusi. Ma quel piccolo pozzo derba e immondizia è rimasto chiuso. Gli studenti dei licei della zona ci buttano le carte del pranzo, gli ubriachi di ritorno dalle colonne di San Lorenzo aggiungono bottiglie di birra, alcuni senzatetto lo hanno eletto a loro pattumiera. «Ma non è colpa dei barboni - dice il signor Angelo, che in santAmbrogio passa tutti i giorni - qui non cè nemmeno un cestino, sfido che buttano tutto di sotto». La madre superiora delle Orsoline, suor Maria Flavia, si dice «triste» allidea che i bambini debbano passare tutti i giorni da un luogo così malsano. E i residenti, già sul piede di guerra per i lavori del parcheggio, non fanno che lamentarsi. «Gli anziani mi parlano ogni giorno di quella sporcizia - dice Adolfo Pascone, barista al Caffè de Amicis - per loro è una sofferenza».