Progetto per un centro commerciale grande 34 ettari Possibilista il sindaco di Vecchiano: "Vogliamo capire bene limpatto dellopera" Destinati al commercio non alimentare 57mila metri quadrati coperti: i Gigli sono 11mila Il centro commerciale monstre sarà grande cinque volte più de «I Gigli». Sorgerà al centro di una superficie di 340.000 metri quadrati, quasi quanto larea dellospedale Santa Chiara di Pisa e più dellintera frazione abitata di Migliarino, addosso alla quale sarà edificato il gigante di cemento. Lo vuole realizzare Ikea che, assieme alle cooperative emiliane di costruzioni Unieco e ai proprietari dei terreni agricoli, ha presentato un progetto faraonico al piccolo Comune di Vecchiano. Nel piano si propongono 57.000 metri quadrati coperti destinati al commercio non alimentare («I Gigli» sono su 11.000 metri quadrati), 18.000 dei quali se li riserverà Ikea, 18.000 andrebbero alla grande distribuzione, 12.000 alla media, 6.000 alla piccola. Il rettangolo di costruzioni, delimitato da Aurelia, Firenze-Mare, A12 e le case di Migliarino, verrebbe completato da un parcheggio per 6.000 auto e 150 appartamenti. Sempre che si faccia. Gli ostacoli da superare non mancano. Le critiche pure. Intanto alle cooperative del Consorzio Toscana Costruzioni, che inizialmente firmavano il progetto assieme ad Ikea, sono subentrati gli emiliani di Unieco. Il raggruppamento è stato invitato a presentare il piano ad un consiglio comunale aperto che si terrà il 5 febbraio. «Vogliamo capire bene limpatto dellopera, comprendere come sono risolti i problemi di viabilità soprattutto per il traffico proveniente dallAurelia» dice, possibilista, il sindaco Ds Rodolfo Pardini, a cui Ikea ha promesso una variante per aggirare Migliarino e uno svincolo dal raccordo autostradale («l85 del traffico verrà da qui e solo il 15 dallAurelia» sostengono gli svedesi). «Il progetto non è in linea con le previsioni normative della Regione sulla grande distribuzione commerciale - chiarisce Pardini - ma siamo pronti a chiedere una revisione di queste regole se il piano ci convincerà». Dalla sinistra radicale di Rifondazione e dei Comunisti italiani fino alla destra di Forza Italia, il progetto di Ikea ha incassato per ora consensi condizionati: piacciono i 500 posti di lavoro, il 75 a tempo indeterminato, promessi dagli svedesi. I più combattuti sembrano proprio i Ds di Vecchiano, che hanno una forte componente a Migliarino. Dice Piero Lomi, segretario dellUnione comunale di Vecchiano: «Chiediamo che le dimensioni dellinsediamento siano ridotte rispetto a quanto proposto e che venga collocato nellarea industriale, riservando il terreni in cui è progettato a strutture meno invasive di accoglienza turistico-ricettiva». Contrarie le associazioni dei commercianti. Il Comitato di Migliarino per il Parco denuncia le «spaventose» dimensioni dellinsediamento e le sue altezze (18 metri contro gli 8 delle case di Vecchiano), paventa un traffico aggiuntivo di 20.000 veicoli al giorno, rischi di nuovo inquinamento atmosferico. «Dare via libero al centro - sostiene il Comitato - sarebbe una scelta economica orientata al terziario improduttivo e speculativo, in contrasto con il modello di sviluppo ai confini del Parco impostato a salvaguardia del territorio e qualità della vita. E non lasciamoci incantare dalla promessa di posti di lavoro: allIkea l80 dei contratti è part time».
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Il Comune di Vecchiano ha presentato un progetto per un centro commerciale di 34 ettari, progettato da Ikea, Unieco e proprietari di terreni agricoli. Il centro commerciale sarà destinato al commercio non alimentare e sarà costruito su un'area di 340.000 metri quadrati, quasi quanto lo spedale Santa Chiara di Pisa. Il progetto prevede 57.000 metri quadrati coperti, 18.000 dei quali per Ikea, 18.000 per la grande distribuzione, 12.000 per la media e 6.000 per la piccola. Il progetto ha suscitato critiche, in particolare per le dimensioni dell'insediamento e il traffico aggiuntivo che potrebbe verificarsi.
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