Il gallerista: lopera di Accardi non si può più restaurare "Se ci fossero state delle telecamere, questo non sarebbe avvenuto" «Può essere stato solo un pazzo, non ho dubbi. Comunque il quadro rimarrà lì dovè, perché i visitatori di Artefiera si devono rendere conto della follia umana di chi odia larte astratta». Dire che è sconsolato è dir poco, Roberto Casamonti, titolare dellopera deturpata. Ancora non riesce a spiegarsi come qualcuno possa aver rovinato un quadro così importante, del valore di 300 mila euro. Dopo lo sfregio fatto con alcuni colpi di cutter, il Rosa verde nero arancio, un sicofoil di Carla Accardi, dipinto con colori a olio su un supporto acetato trasparente, secondo lui «è irrecuperabile, non si può più restaurare». «Ho denunciato laccaduto alla polizia, solo per fare in modo che cose del genere non avvengano più e scoraggiare chiunque abbia intenzione di riprovarci di nuovo - dice Casamonti - . Gli agenti mi hanno detto che faranno degli accertamenti, ma so già che sarà difficilissimo che il colpevole venga arrestato». Nessuna novità infatti su chi possa aver rovinato il quadro, e in che momento. Gli agenti del commissariato Bolognina-Pontevecchio che si occupano del caso, dovranno innanzitutto capire chi poteva accedere nei padiglioni prima dellapertura ufficiale. «Io sono andato via da Artefiera mercoledì alle 17, e un mio amico gallerista mi ha detto che alle 20 il quadro era ancora intatto. Poi sono tornato giovedì alle 14, - racconta il gallerista - ma lesposizione era ancora chiusa al pubblico. Lepisodio può essersi verificato o poco dopo la chiusura o subito prima dellapertura dei padiglioni». Orari in cui la Fiera è responsabile della sicurezza. E un fiume in piena Casamonti, e anche se non se la sente di accusare nessuno ammette che «se ci fossero state delle telecamere a sorvegliare la mostra, tutto questo non si sarebbe verificato». «Non mi è mai successa una cosa del genere, in tanti anni di carriera. Di solito la paura più grande è per i furti, non per atti vandalici di questo tipo». Sono 25 anni che il gallerista toscano espone le opere di sua proprietà ad Artefiera, e nonostante lo spiacevole episodio continuerà a farlo. «Tornerò sempre alla fiera, perché questa mostra, con le sue oltre 200 gallerie in esposizione, è la più importante dItalia e tra le prime in Europa - conclude Casamonti - e ritengo si debba essere presenti. Questanno ho portato ben 50 opere. Spero solo che questo pazzo non ci riprovi di nuovo».
BOLOGNA. Artefiera. Il quadro sfregiato resta dovè a ricordo della follia umana
Il gallerista Roberto Casamonti ha denunciato il furto e la deturpazione di un quadro di Carla Accardi, "Rosa verde nero arancio", durante la Fiera d'Arte di Bologna. Il quadro, valutato in 300 mila euro, è stato sottoposto a un sfregio con colpi di cutter. Casamonti non crede che il colpevole possa essere arrestato, poiché gli agenti del commissariato Bolognina-Pontevecchio che si occupano del caso non hanno ancora trovato prove. Il gallerista ha descritto l'episodio come "follia umana" e ha espresso la sua determinazione a tornare alla Fiera d'Arte di Bologna, nonostante l'episodio.
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