The Beggars Opera" il prossimo anno con Nuova Scena e la regia di Lucio Dalla. Purcell e Britten sostituiscono il musical di settembre Ha molte idee, ma non i soldi per realizzarle. Sa che la previsione del 2007 è un bilancio inevitabilmente in rosso: come il 2006, che partì con 4,5 milioni di deficit, più della metà poi abbattuto nel corso della stagione. Sa che, tra contrazione degli investimenti e contenimento dei costi, la produzione non potrà aumentare, non miracolisticamente. E il paradosso di un teatro sottoutilizzato non viene meno. Marco Tutino traccia il bilancio dei suoi primi cento giorni da sovrintendente direttore artistico del Comunale. E racconta gesti che dividendo i costi moltiplicano il valore: ad esempio, realizzare nel marzo 2008 The Beggars Opera allArena del Sole, con la regia di Lucio Dalla, per il pubblico degli abbonati del teatro. O sostituire il musical My Fair Lady («sarebbe venuto male»), con un trittico che a settembre 2007 unirà Dido and Aeneas di Purcell e Les Illuminations e Phaedra di Britten: coprodotto con Lugo. O costruire, ma questo costa, e molto, un anfiteatro in piazza Verdi, dove far spettacolo da giugno e settembre. Sovrintendente, vorrei chiederle innanzi tutto un bilancio. «È in parte molto positivo, in parte segnato da difficoltà. Il Comunale è un teatro pieno di persone in gamba, in ogni settore, che esprimono un profondo attaccamento allistituzione al loro lavoro. Detto questo, bisogna che io renda più chiaro il progetto che ho in testa, che è complicato e cade in un momento difficilissimo per il teatro lirico in Italia. Sto sforzandomi di capire quale sarà la sopravvivenza di questo teatro in un sistema della lirica che sta cambiando e che ha costi insostenibili». Ha annunciato nuove iniziative, lanciato nuove idee. «Sì, che spero siano raccolte. Penso a una scuola dellopera italiana che riunisca corsi privati e iniziative pubbliche esistenti in Emilia Romagna. Il teatro e la musica devono ricominciare a ragionare assieme: ecco perché faremo The Beggars Opera di Benjamin Britten allArena del Sole. Penso alla realizzazione di un anfiteatro in piazza Verdi che ospiti nel periodo estivo una serie di avvenimenti, di musica, teatro, cinema. Ho proposto il coordinamento delle realtà musicali cittadine attraverso cartelloni unici condivisi. E i miei inviti ai responsabili regionali per avviare un ragionamento comune, non verranno mai meno». Qual è la situazione economica della Fondazione? «Il debito del 2006 è stato in parte assorbito con un intervento straordinario. La previsione 2007 non può essere troppo diversa. La situazione non è rosea. Bisogna ridurre il disavanzo, agendo sui costi, ma senza diminuire il valore della produzione». Linvito che ha rivolto in regione è stato accolto? «Ho fiducia. Lo Stato spende una cifra insufficiente per la cultura, ma dobbiamo smettere di ritenerla modificabile. Dobbiamo, tutti insieme, ottimizzare le risorse regionali. Ad esempio, è sbagliato che lo stesso titolo sia rappresentato in città che distano pochi chilometri, con allestimenti diversi». Come il Boris Godunov in scena il 20 febbraio a Bologna, e a Reggio Emilia invece il 3 marzo con un allestimento di Mosca? «Non è curioso? È possibile che non si riescano a creare collaborazioni che abbatterebbero i costi di tutti?». Parliamo di relazioni sindacali? «Lo sciopero è unarma da usare con grande cautela, diversamente non verrebbe compresa. È un problema anche culturale. Gli artisti e i lavoratori del teatro vivono la loro funzione in un modo autoriferito, e si fanno del male. Vorrei evitarlo, perché nessuno meglio di me sa il valore della loro professione. Cè un buon rapporto con la maggior parte delle sigle sindacali. Continuerò ad avere un atteggiamento unico per tutti, ununica faccia, ununica lingua. Non posso che auspicare ragionevolezza e buon senso. Ma capisco il disagio di un musicista che vede il suo talento e il suo patrimonio di sensibilità ridotto a cifre e casistiche. Le cose scritte su orari e compensi sono in buona sostanza vere. Ma la musica non può essere mai una prestazione burocratica». La stagione 1997-1998 riuniva 59 recite dopera, 22 concerti, 6 serate di musica vocale, 27 Break e Aperitivo. La stagione 2006-2007 47 recite dopera e 18 concerti sinfonici, oltre allattività in tournée. In dieci anni la contrazione è del 30 . Laumento de costi del 20 . «È una forbice automatica. Il finanziamento centrale è diminuito, e i costi fissi non possono che aumentare. Ogni recita è una perdita. Non vedo colpe reali di gestione. Oggi spendiamo per la produzione la metà di quello che si spendeva dieci anni fa». E non cè rimedio? «Il rimedio è un piano regionale della lirica; e anche la presenza di maestri come Claudio Abbado e Riccardo Muti, è un valore, non deve diventare un problema. Questo è compito della politica». È vero che sostituirà il musical My Fair Lady? «Abbiamo questo rapporto con il Teatro Rossini di Lugo: assieme coproduciamo un trittico Purcell-Britten: Dido and Aeneas di Purcell proposto assieme a due cantate di Britten, Les Illuminations e Phaedra. Il trittico sostituirà il musical di settembre».
BOLOGNA. I cento giorni del sovrintendente Tutino e la sfida per sopravvivere "Comunale, cambiare o sparire "
Il sovrintendente del Comunale, Marco Tutino, discute con un giornalista sul bilancio del teatro e sulle difficoltà economiche che sta affrontando. Il teatro ha un debito del 2006 che è stato in parte assorbito con un intervento straordinario, e la previsione 2007 non è troppo diversa. Il sovrintendente sta cercando di ridurre i costi senza diminuire il valore della produzione, e ha proposto diverse iniziative per aumentare le entrate, come la realizzazione di un anfiteatro in piazza Verdi e la coproduzione di spettacoli con altre realtà musicali.
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