Costruito per essere dedicato alle divinità Serapide e Iside, è importante perché da Pompei in giù è lunico del genere Gli archeologi: "Attraverso queste scoperte conosciamo le trasformazioni di questa città e pure la sua topografia" Per la "dea dagli innumerevoli nomi", Iside, divinità egizia venerata in tutto il mondo ellenistico fino a Roma, fu eretto un tempio anche a Lupie, lantica Lecce. Nel secondo secolo avanti Cristo fu un ricco commerciante messape, Tiberino, a erigere il santuario che a distanza di oltre duemila 200 anni è venuto alla luce grazie agli scavi della Scuola di specializzazione in archeologia Dinu Adamesteanu dellUniversità di Lecce. «Si tratta di un ritrovamento unico - spiega Francesco DAndria, direttore della Scuola - Un santuario dedicato alle divinità egizie Iside e Serapide: in Italia meridionale ce ne sono soltanto a Pompei e Benevento». La scoperta sarà presentata oggi nella seconda giornata di studi organizzata dallUniversità del Salento per linaugurazione dellanno accademico della Scuola di archeologia (alle 9 nella sala conferenza del convento dei Domenicani a Cavallino). La campagna di scavi che ha portato alla localizzazione del tempio egizio al di sotto delle fondamenta di palazzo Vernazza, nel cuore del centro storico di Lecce, è partita due anni fa da un progetto di archeologia urbana, "Lecce sotterranea", realizzato dallUniversità su input dellamministrazione comunale del capoluogo salentino, insieme con la soprintendenza e il Museo provinciale. Lidea era in sostanza di sfruttare i diversi cantieri aperti in città come canali daccesso ai tesori sotterranei della città. «Gli interventi si sono concentrati sul cosiddetto triangolo sacro di Lecce - dice ancora DAndria - ovvero il teatro romano, la chiesa San Matteo, palazzo Castromediano». E dai lavori è emersa la ricca stratigrafia del sottosuolo leccese, che documenta le differenti fasi di vita dalletà del Bronzo fino al Medioevo e oltre. Lultimo scavo effettuato in piazzetta Castromediano, nelle vicinanze della chiesa Santa Croce, ha consentito di ricostruire le trasformazioni dellarea e di registrare nuovi dati sulla topografia della città, con lindividuazione di un asse stradale e un impianto produttivo per lolio di epoca romana. Ma è di appena due settimane fa lultima clamorosa scoperta. «Avevamo già una traccia - spiega il direttore della Scuola di archeologia - Uniscrizione pubblicata nellOttocento da Theodor Mommsen e ricavata proprio da palazzo Castromediano». Ma è stato lavorando nelle fondamenta delledificio che è emerso un tesoro inaspettato. Unacquasantiera risalente al II secolo e realizzata in marmo luculleo: un marmo grigio con venature bianche e chiazze rosse di corallo proveniente dalle regioni asiatiche. Sulla fonte, una nuova iscrizione. «È un materiale che ci indica che in quel luogo - dice il professore - Tiberino, ricco mercante di Lupie, fece edificare un santuario dedicato al culto di Iside e Serapide». Ma cè di più: al di là di un porticato dorico vi è un purgatorium, la vasca intonacata che serviva alla purificazione degli iniziati al culto prima dellingresso nel tempio. «Il Comune è pronto a valorizzare il sito e a renderlo fruibile attraverso un laboratorio di archeologia condotto dalla Scuola - conclude DAndria - che sta già lavorando a una pubblicazione scientifica sulla scoperta».