NON ci sono solo il Palatino o i Fori Imperiali. Roma offre tante sorprese ai turisti. Numerosi i tesori che ancora non sono inseriti nei circuiti turistici. Tra questi l'area archeologica della Flaminia e della Prenestina. E tra i tanti gioielli da riscoprire anche la Basilica sotterranea di Porta Maggiore. I GIOIELLI NASCOSTI DELLA CAPITALE La direttrice generale per i Beni archeologici: «Il convegno sul Palatino ha posto l'accento sui problemi dei siti del centro ma non basta» L'area dell'Appia antica è ben organizzata per ricevere i turisti, ma le aree della Flaminia e della Prenestina sono ancora tagliate fuori «Riapriamo la Basilica sotterranea» A Porta Maggiore un tesoro chiuso al pubblico da venti anni «APRIRE al pubblico il sito archeologico di Porta Maggiore per rendere visitabile la Basilica sotterranea, decorata con stucchi». Lei, direttore generale per i Beni Archeologici, di proposte e problematiche, in fatto di Beni Culturali, ne avrebbe a volontà. Impegnata giorno e notte a tutelare le aree di Ravenna e Aquileia, Anna Maria Reggiani non può non dare un giudizio sullo stato dell'archeologia romana. Benché la città - dal punto di vista «archeologico» possa essere conside-rata a pieno titolo autonoma e indipendente, avendo una Soprintendenza a parte. Anna Maria Reggiani, Roma è "un problema" dal punto di vista archeologico? «Roma ha una struttura molto complessa e, la Soprintendenza Archeologica, lavora egregiamente. Il solo fatto di essere costantemente sotto gli occhi e la vigilanza del ministero per i Beni Culturali la rende, in qualche maniera, un caso eccezionale». I problemi da affontare? «Il Palatino credo sia uno di questi e credo che, allo stesso tempo, possa es-sere considerato come in gran parte risolto. Credo infatti, che il convegno sia stato indirizzato per richiamare l'attenzione sul cuore di Roma. Per un colle chiuso al 60 al pubblico, per motivi di sicurezza. Ora è stato ribadito l'impegno del ministro - con lo stanziamento di sette milioni di euro - per la tutela e la manutenzione del colle intero». E il Lazio? «Il Lazio vede impegnato in maniera maggiore il ministero visto che, proprio nella nostra regione, sono concentrate il maggior numero di aree archeologiche. La Regione è in testa nella classifica, seguita dalla Campania. Secondo poi, la stessa Capitale ha continuamente bisogno di attenzioni visto che, in questa città, ogni anno passano dieci milioni di turisti, di cui 3,5 marciano verso il Colosseo. Il monumento che, insieme ai musei Vaticani, è l'elemento di punta per tutti i siti comunali». Cosa la preoccupa di Roma? «La città ha una serie di emergenze, come la villa di Iivia a Prima Porta o l'area archeologica di Gabi, che rientra nella competenza di Roma o, ancora, la villa dei Quintili sull'Appia. Certo, se dovessimo fare una graduatoria, di certo l'Appia non sarebbe ai primi posti visto che, quella strada, ha avuto un maggior numero di finanziamenti. I turisti arrivano con facilità mentre, sia la Flaminia che la Prenestina non hanno alcun circuito di visite. È un peccato, perché sono zone molto belle, soprattutto dal punto di vista panoramico. Nonché la Basilica sotterranea di Porta Maggiore, che dovrebbe essere riaperta al pubblico». Da quanto tempo è chiusa l'area di Porta Maggiore? «Anche da più di venti anni. Era visitabile negli anni Ottanta: potrebbe entrare a ragione a far parte di un circuito archeologico... Comunque è comprensibile che la Soprintendenza, avendo tanti monumenti, privilegi quelli dell'area centrale». Perché non viene riaperta al pubblico? «Perché, al suo interno, sono in corso restauri, a causa delle infiltrazioni di acqua». Da poco è stato nominato iI nuovo Soprintendente di Ostia Antica, Alessandro Bedini. Lei era per l'unificazione o per la divisione delle Soprintendenze? «Credo che lui sia un dirigente di valore e che possa fare bene il proprio lavoro a Ostia. Il problema dei funzionari nella Soprintendenze capitoline? Credo che possa risolversi soltanto con nuovi concorsi, che a breve saranno riaperti». I prossimi progetti? «L'impegno maggiore del ministero è sul sistema museale, composto sia dai musei che, ovviamente, dalle aree archeologiche. Un sistema che favorisce il turismo culturale e da la possibilità al nostro paese di incentivare l'occupazione».
(Roma) Riaprire al pubblico la Basilica dimenticata
La direttrice generale per i Beni archeologici, Anna Maria Reggiani, ha espresso preoccupazioni sull'archeologia romana, affermando che la città è "un problema" dal punto di vista archeologico. Ha menzionato la necessità di tutelare le aree archeologiche, come la Flaminia e la Prenestina, che non sono ancora inserite nei circuiti turistici. Ha anche ribadito l'impegno del ministro per la tutela e la manutenzione del colle del Palatino, che è stato ribadito con lo stanziamento di sette milioni di euro. La Reggiani ha anche espresso preoccupazioni per la Basilica sotterranea di Porta Maggiore, che è stata chiusa al pubblico da venti anni.
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