II piano del prof. Settis, propagandato ovunque con molta forse troppa enfasi, è stato capito, credo, solo dal suo autore nonché dal sig. Sindaco. Io ho invano tentato di afferrare il senso ultimo e compiuto dell'operazione culturale sottesa, ma ne ho tristemente ricavato la fondata impressione che si tratti di una corsa bella quanto disperata a... raccogliere farfalle sotto l'arco di Costantino! Il nostro territorio è stato ed è ampiamente tutelato dalle norme vigenti in materia (ovviamente se correttamente applicate): non occorre quindi un piano burocratico elaborato, peraltro a costi presumibilmente elevati, dal Chiar.mo prof. Settis! Si è posto conseguentemente il nostro sindaco il problema dei costi economici di un'operazione tanto complessa quanto inutile? Il "diritto alla bellezza" che ilnostro sindaco evoca continuamente e che nessuno disconosce, necessita davvero di una costruzione bizantina quale quella proposta dal Rettore della Scuola Normale di Pisa? Nutro parecchi dubbi in proposito. Il cittadino comune è tuttavia stanco di Unesco, di Mantova patrimonio dell'umanità, di Strada Cipata nonché di Settis e del sindaco, il quale sembra vivere unicamente di bellezza e di cultura. Pretende il nostro "peon" (categoria nella quale milito) fatti concreti: efficiente viabilità urbana, lotta reale all'inquinamento, efficace tutela della salute. Dei proclami municipali non sa che farsene. Giustamente gli preme, sotto questo profilo, una migliore qualità della vita.