La società chiede una proroga di cinque anni per gli espropri, perplessità dei Comuni Maddaloni. Il futuro dell'Interporto ruota attorno a una richiesta di proroga avanzata dall'Ise (Interporto Sud Europa) sulla scadenza dei termini per utilizzare i terremi già espropriati nei comuni di Marcianise e Maddaloni. Per la società che gestisce la struttura intermodale bastererrero solo cinque anni per far decollare finalmente il progetto. L'Ise, attraverso il suo presidente Salvatore De Biasio, ha appena presentato la richiesta di proroga ai comuni di Marcianise e Maddaloni, alla provincia di Caserta e alla regione Campania. Per completare l'infrastruttura, inclusa tra gli interventi strategici di preminente interesse nazionale, sarebbe sufficiente che venissero «prorogati i termini di esecuzione dei lavori e della definizione delle procedure espropriative fino al 17 settembre 2012», sottolinea lo stesso De Biasio nell'atto di accesso all'arbitrato necessario per risolvere la controversia sul termine dell'accordo di programma. Tempi precisi ed argomentazioni chiare che hanno messo in crisi i consigli comunali di Maddaloni e Marcianise. Per motivi differenti, infatti, i due comuni non sono riusciti ad avviare nemmeno una discussione a porte aperte. Tra l'altro, i sindaci Fecondo e Farina si sono limitati ad assecondare l'istruttoria arbitrale. Salvatore De Biasio, invece, assistito dagli avvocati Mario Chiti e Pasquale Iannuccilli, ha prodotto una robusta documentazione «sugli impedimenti indipendenti dalla volontà della società» che hanno portato a non onorare la scadenza decennale. Su tutto, ad alterare il cronoprogramma dei lavori avrebbero contribuito anche le oggettive sospensioni, imposte dai vincoli archeologici sull'intera area e i ritardi maturati dai contenziosi giurisdizionali dovuti alle procedure di esproprio. La proroga dovrebbe compensare anche tutti i ritardi, accumulati dalle procedure amministrative dei due comuni e della provincia. Tra l'altro, l'Ise vanta, di fatto, una proroga all'accordo di programma legata alla sospensione del diritto di termine disposta dal vincolo archeologico. Una sospensione che sarebbe operante almeno fino al 27 agosto. Ma sono le procedure di esproprio, ancora una volta, ad incendiare gli animi. Una proroga di cinque anni fornirebbe tempo prezioso per recuperare il tempo perduto. Perplessi i comuni: «Siamo pessimisti - commenta il vice - sindaco di Maddaloni Carlo D'Angelo - perché la proroga delle procedure espropriative è giuridicamente insostenibile». Intanto fioccano le richieste di risarcimento dei proprietari dei fondi sui quali sarebbero scaduti i termini quinquennali per l'esproprio. Sul versante maddalonese, sono circa 50, tra proprietari e agricoltori, coloro che hanno avviato al comune procedure per il ristoro danni. Una decina invece a Marcianise. Al comune di Maddaloni sono arrivate richieste complessive ufficiali di oltre 200 mila euro di danni. In attesa di ulteriori citazioni, si prevede che la cifra possa creascere di almeno dieci volte. «Inoltre - aggiunge D'Angelo - c'è chi si è rivolto al Tar, chi al giudice ordinario, chi al Consiglio di Stato». Tanto che il sindaco Farina, ha avviato procedure per la tutela legale e patrimoniale del comune. «Non è possibile - spiega Gugliemo Campana della Uil fare oggi un censimento dell'estensione del contenzioso e una verifica dell'andamento degli atti di esproprio». Intanto a Marcianise la minoranza dell'Udc, che aveva chiesto un consiglio comunale ad hoc sull'Interporto e se lo era visto rifiutare, ora fa appello al prefetto Stasi.
Maddaloni. Il futuro dell'Interporto
La società Ise (Interporto Sud Europa) ha richiesto una proroga di cinque anni per gli espropri per l'Interporto, che si trova nei comuni di Marcianise e Maddaloni. La proroga è necessaria per completare l'infrastruttura e per recuperare il tempo perduto. I comuni di Maddaloni e Marcianise sono perplessi e hanno iniziato procedure per il ristoro danni. La proroga è stata richiesta per risolvere la controversia sul termine dell'accordo di programma e per compensare i ritardi accumulati dalle procedure amministrative. La proroga dovrebbe essere operante fino al 17 settembre 2012. I proprietari dei fondi espropriati hanno richiesto risarcimento per i danni.
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