Lesposizione a Palazzo Bricherasio per festeggiare i primi 16 mesi di attività. Si punta sulle residenze sabaude Una "Caccia alla lepre" di Jan Miel, una scrivania "alla Mazzarina" di Luigi Prinotto, un "Cristo di pietà" di pittore della scuola di Gaudenzio Ferrari. E poi dipinti (un "San Secondo" forse del Moncalvo), statue di santi e apostoli (alcune attribuite a Carlo Giuseppe Plura, "scultore di Sua Maestà" nel Piemonte sabaudo). Otto opere rimesse a nuovo nel Centro conservazione e restauro della Reggia di Venaria sono esposte da oggi e fino al 4 febbraio nelle sale storiche di Palazzo Bricherasio. La presentazione della piccola mostra è stata occasione ieri per un bilancio dei primi sedici mesi di vita della struttura. «In questo periodo ci si è dedicati allavvio delle attività, soprattutto in due direzioni: da una parte il riallestimento della Reggia di Venaria e la preparazione della mostra di inaugurazione, dallaltra il recupero e la valorizzazione delle opere della Galleria Sabauda, in vista dellapertura della nuova sede nella Manica nuova di Palazzo Reale», ha detto il presidente Carlo Callieri. La soprintendente al Patrimonio storico artistico Carla Enrica Spantigati, direttore scientifico del Centro, ha parlato poi della destinazione delle opere presentate: «Molte andranno alla Venaria, è il caso per esempio della scrivania di Prinotto e del dipinto di caccia del fiammingo Jan Miel, che si ricongiungerà con altre nove scene venatorie dello stesso pittore tutte in restauro, per anni conservate a Palazzo Madama, ma presto collocate nel Salone di Diana della reggia». Dalla Sabauda provengono invece, e lì torneranno, il Cristo di pittore gaudenziano dellinizio del XVI secolo e una Statua di Santo apostolo di fine '500. Un bilancio che ha riguardato anche linsieme delle attività. A oggi si sono spesi in attrezzature tecniche un milione e mezzo di euro, lintenzione è di investire nei laboratori un altro milione: «Siamo un po in ritardo, i soldi non abbondano» ha proseguito Callieri. Si vuole aprire, oltre alla pittura e scultura (e ai mobili, già oggetto di complessi restauri, come nel caso delle opere di alta ebanisteria trafugate da Stupinigi e quindi ritrovate, ricoverate a Venaria alcuni mesi fa) ad altri settori. Come i tessuti, i vetri, i materiali lapidei, le ceramiche. Un progetto riguarda persino gli antichi reperti egizi. Ma soprattutto si lavorerà, ha aggiunto Spantigati, nellambito delle Residenze sabaude: «Ci sono tanti progetti che riguardano i castelli di Racconigi e Agliè, Stupinigi e il suo Museo dellAmmobiliamento, Palazzo Reale e Villa della Regina. E nostra intenzione recuperare le opere, ma anche creare un centro di documentazione che riguardi sia la grafica che la fotografia». Ieri intanto si sono diplomati i primi 12 allievi del corso di formatori, una sorta di master per persone già nel settore che potranno divenire docenti nei laboratori. Proseguono poi le lezioni per i 19 ragazzi iscritti al primo anno del corso di laurea quinquennale in restauro. Tra i progetti imminenti, anche il restauro della villa della Tesoriera, affidato dal Comune al Centro: per due anni la Biblioteca musicale "Della Corte" che lì ha sede verrà trasferita in spazi della città, in attesa poi di migrare, questa almeno è la speranza, nel "Beaubourg" di Bellini sulla Spina Due.