Recuperate dalle Fiamme gialle a Fiano lastre del I secolo a.C. nascoste sotto terra da un imprenditore IL TITOLARE di una ditta di movimentazione terra trova delle antiche lastre del I secolo avanti Cristo, le trasferisce in una sua proprietà e le interra aspettando di contattare dei trafficanti d'arte. Purtroppo per lui, per anni non riesce a piazzare il bottino e pochi giorni fa viene pescato dalla Guardia di Finanza e dai carabinieri. In questo modo l'uomo non potrà ricevere centinaia di migliaia di euro, l'equivalente di un quarto del valore stimato dei reperti, la percentuale che spetta a chiunque faccia dei rinvenimenti di questo tipo segnalandoli alla soprintendenza archeologica. Ieri al Museo di Villa Giulia, la presentazione delle dodici lastre con rilievi gladiatori del 40-30 avanti Cristo, sottratte all'imprenditore che operava a Fiano e che nella stessa zona aveva cercato di nascondere i resti. A presiedere la conferenza stampa il vicepresidente del Consiglio e ministro dei Beni e Attività Culturali, Francesco Rutelli, il sostituto procuratore di Roma e titolare delle indagini, Paolo Ferri, e la Soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio, Anna Maria Moretti. Le Fiamme Gialle danno il via all'inchiesta nel 2002 partendo da alcune intercettazioni telefoniche. Successivo il concorso dell'Arma. La svolta a fine 2006 e il 13 gennaio lo scavo del nascondiglio interrato. «Quelle intercettazioni permisero di capire che c'era in giro l'offerta di questi preziosi pannelli dice Ferri si ipotizza che altri resti della stessa struttura possano essere finiti in altri paesi. Non abbiamo potuto arrestare il responsabile perché il furto archeologico di questa specie prevede fino a tre anni di carcere, mentre per l'arresto ne serve un minimo di quattro. Molte volte è più facile arrestare chi ruba una mela». «Abbiamo stretto accordi sempre più significativi con numerosi musei. Abbiamo interrotto il giro internazionale dei trafficanti d'arte con accordi come quello siglato pochi mesi fa con la Svizzera sottolinea Rutelli si stringe il cerchio attorno ai contrabbandieri d'arte: per un agricoltore che trova nel suo fondo un reperto, è molto più difficile accedere al mercato clandestino. Presto dovremo modificare quelle norme sul traffico di opere d'arte che troppo spesso hanno finito per colpire l'efficacia stessa degli interventi». I reperti recuperati nei pressi di Fiano Romano sono dodici imponenti lastre di marmo lunense decorate a rilievo e rappresentanti una serie di gladiatori in combattimento. A questi pezzi si aggiungono la parte inferiore di una statua di togato, resti di un'iscrizione e numerosi elementi di cornici e decorazioni architettoniche. Mancano però altri pezzi della struttura originaria, un mausoleo turriforme a edicola con colonne, quasi unico nel suo genere. «Del lato centrale anteriore sono rimaste solo le lastre di base e un angolo dice la soprintendente Moretti risale all'inizio del classicismo augusteo e celebra un togato, un personaggio di rilievo. Non esistono molti esempi di monumenti simili». Adesso inizierà l'opera di restauro e quella di indagine, anche all'estero, per capire se altri pezzi siano già nelle mani di collezionisti. Gli scavi continueranno intorno al rifugio interrato e nella zona del primo rinvenimento. Poi bisognerà decidere se riportare tutto a Fiano, soluzione naturale per Rutelli, o se si dovrà trovare posto in un museo romano.
I gladiatori sottratti ai trafficanti d'arte
Un imprenditore di Fiano Romano è stato arrestato dalla Guardia di Finanza e dai carabinieri per il furto di dodici lastre del I secolo a.C. di marmo lunense decorate a rilievo con gladiatori in combattimento. Le lastre furono trovate nascoste sotto terra da un imprenditore che le aveva recuperate da Fiamme gialle. Il furto archeologico prevede fino a tre anni di carcere, ma il responsabile non è stato arrestato perché il minimo richiesto è di quattro anni. Le lastre furono trasferite in una proprietà dell'imprenditore e aspettavano di essere vendute ai trafficanti d'arte. I reperti furono recuperati grazie a intercettazioni telefoniche e un concorso dell'Arma.
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