LETTERA DELLA DIOCESI "A richiedere i pareri è stato il Vescovo" (r.c.) «La raccolta dei pareri sulla sistemazione del presbiterio della Cattedrale è stata chiesta dal vescovo Cesare Nosiglia. Talvolta, purtroppo, si è assistito invece ad una serie di opinioni basate sul 'mi piace o non mi piace' e su considerazioni pretestuose e ideologiche, spesso senza attenzione alla funzione liturgica del presbiterio e della Cattedrale, che non hanno contribuito alla ricerca della soluzione migliore. L'Ufficio per i beni culturali della Diocesi è sempre stato a disposizione di fedeli e cittadini per fornire informazioni corrette sull'iter procedurale». Si conclude così la lettera che don Massimo Pozzer, a nome del vescovo e di monsignor Virginio Sanson, direttore dell'Ufficio diocesano per i beni culturali, ha inviato alla Circoscrizione 1 del centro storico in occasione della riunione di martedì scorso convocata per discutere, tra l'altro, del progetto di adeguamento del presbiterio del Duomo, che interessa in particolare altare, ambone e cattedra vescovile. Una lettera in cui la Curia rileva che, per quanto riguarda il problema architettonico e cioè la sistemazione della gradinata che sale al presbiterio e la collocazione dei manufatti principali, sono stati elaborati alcuni progetti, in accordo con la Soprintendenza. «E' stata realizzata la prima simulazione, che a breve dovrebbe essere sostituita da una seconda e probabilmente da una terza, dopo la necessaria sperimentazione. Fermarsi pertanto su questa soluzione è stravolgere il problema, in quanto sono previsti diversi modelli di simulazione e diversi momenti di verifica, prima della soluzione definitiva». La Diocesi ricorda inoltre che ha promosso varie ricerche per la sistemazione del presbiterio, in conformità delle richieste del Concilio Vaticano II, dei documenti vaticani e della Cei, Conferenza episcopale italiana, che si sono susseguiti dal 1965. «Nel 2005 si era arrivati all'elaborazione di alcuni progetti di adeguamento, supportati dal parere di illustri specialisti, mentre nel 2006 era stato promosso un concorso invitando undici artisti rinomati in ambito nazionale». Degli undici invitati, prosegue don Pozzer, otto avevano risposto con progetti e modelli, esposti nel salone del palazzo vescovile tra aprile e settembre 2006. A vincere il primo premio, assegnato da una commissione di esperti nominata dal vescovo, è stato Pino Castagna. «La sua presentazione è inutile, visto che si tratta di un artista conosciuto a livello italiano e internazionale. Le sue opere sono esposte in moltissime città e musei europei». Secondo l'Ufficio dei beni culturali, l'intervento interessa un edificio fondamentale non solo per la città e la Circoscrizione 1, ma per l'intera diocesi di Vicenza. E ribadisce che ogni passaggio è stato fatto con la collaborazione della Soprintendenza ai beni architettonici e per il paesaggio di Verona, Vicenza e Rovigo, con gli organismi statali competenti e la consultazione degli organismi ecclesiali appropriati, tra cui la Cei. -------------- Giovedì, 25 Gennaio 2007 IL PARERE DELL'ESPERTO Giovanna Dalla Pozza Peruffo, studiosa di storia dell'arte, interviene nella querelle «Il biancore del marmo è una lacerazione visiva» «L'intervento nega le armonie architettoniche sedimentate in cinquant'anni di storia» Sulla spinosa questione dell'altare della Cattedrale interviene anche la studiosa di storia dell'arte vicentina Giovanna Dalla Pozza Peruffo, manifestando la propria contrarietà e ritenendo che l'intervento «neghi le armonie architettoniche e cromatiche dell'area presbiterale. È una ferita portata alla città e non possono essere condivisibili né i modi della sua proposizione e attuazione né il consenso dato dalla Soprintendenza». La studiosa ricorda anche: «La tormentata storia della nostra Cattedrale sembra essere senza fine. Non è bastata la ricostruzione del secondo dopoguerra, dovuta ai danni gravissimi causati dal bombardamento del 1944, a stravolgere la rimaneggiata e "regolarizzata" forma tramandataci dai restauri ottocenteschi. Ora un nuovo intervento viene a turbare un'immagine architettonica sedimentata da cinquant'anni di storia». A parare di Giovanna Dalla Pozza Peruffo vanno rifiutate le reazioni troppo emotive dei fedeli vicentini, che giurano di non voler più mettere piede in un edificio che considerano quasi profanato, dopo la presa di visione delle novità degli interventi programmati. «L'edificio», aggiunge la studiosa vicentina, «è debitore delle manomissioni operate in fase ricostruttiva dal soprintendente Forlati, motivatamente invano contrastate dagli studiosi locali, che sostenevano almeno il rispetto di quanto l'Ottocento ci aveva tramandato. Lo scalone di accesso della tribuna, comunque, rimase quasi fedele al disegno secentesco, tranne che per l'apertura dei due amboni lungo la balaustrata superiore e la chiusura degli arconi di accesso alla cripta. Sono passati più di quarant'anni dalla fine del Concilio Vaticano II, con due vescovi, Onisto e Nonis, che hanno ritenuto opportuno non portare avanti i pur tentati adeguamenti alle nuove norme liturgiche, forse per un rispetto profondo per le consolidate armonie della Cattedrale». Non viene mossa alcuna critica dalla Peruffo allo stimato scultore Pino Castagna, ma soltanto qualche suggerimento: «Gli elementi d'arredo disegnato sono essenziali nell'eleganza del disegno e nel pensiero simbolico, ma è l'accecante biancore del marmo di Carrara impiegato che provoca una lacerazione visiva fortissima. Forse l'impiego di elementi fusi in bronzo, in cui Pino Castagna è impareggiabile maestro, avrebbe potuto costituire una più rispettosa mediazione tra antico e moderno». L'osservazione più forte è quella relativa alla disposizione della cattedra: «Da un punto di vista liturgico», conclude Giovanna Dalla Pozza Peruffo, «la cattedra vescovile in posizione superiore all'ambone, simbolicamente cioè al di sopra della Parola di Dio e davanti all'altare luogo del Sacrificio, e non dietro, come era nelle chiese delle origini cristiane, sembra non interpretare correttamente le innovazioni dello spirito conciliare. La distruzione delle balaustre laterali per aprirsi come "ali che abbracciano i fedeli", rompendo il disegno architettonico originario, nega la storia della città, senza peraltro rispondere completamente a quanto il documento conciliare prescrive».
VICENZA: dibattito sulla sistemazione del presbiterio della Cattedrale
Il vescovo Cesare Nosiglia ha richiesto il parere della diocesi sulla sistemazione del presbiterio della Cattedrale di Vicenza. La raccolta dei pareri è stata effettuata dall'Ufficio per i beni culturali della Diocesi. I progetti di adeguamento del presbiterio sono stati elaborati in accordo con la Soprintendenza ai beni architettonici e per il paesaggio di Verona, Vicenza e Rovigo, con la consultazione degli organismi ecclesiali appropriati, tra cui la Cei. La Diocesi ha promosso varie ricerche per la sistemazione del presbiterio, in conformità delle richieste del Concilio Vaticano II, dei documenti vaticani e della Cei.
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