Il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge che individua strumenti per «migliorare la qualità architettonica». Cosa ne pensa Mario Botta, l'architetto che sta ristrutturando il Teatro alla Scala? «Se c'è un intervento legislativo per migliorare la qualità si riconosce che si è costruito troppo e male. E questa è una presa di consapevolezza positiva, lodevole». Ma con quali strumenti si può migliorare la qualità urbana? «Ho dei dubbi che possano esistere strumenti applicativi. La qualità architettonica è specchio della storia e della società: se la "città sociale" è cattiva, migliorare l'architettura è una pia illusione. Bisogna migliorare un complesso di cose: sicurezza, rapporto di fiducia con il cittadino... La tensione morale verso il bello, che va bene, è difficile da migliorare con normative». Il ministro Urbani ha spiegato che serve «una maggiore cura nei piani urbanistici perché negli ultimi 50 anni abbiamo fatto molto per deturpare i nostri centri storici costruendo cose mostruosamente brutte». Per questo si prevedono incentivi per costruire meglio. «Il principio è positivo. La città deve continuare a crescere e modificarsi: la stratificazione è la sua qualità. Si può demolire per correggere. Anzi, l'urbanistica del futuro sarà quella della demolizione per migliorare la qualità degli spazi». Oltre alle periferie degradate, si vorrebbero demolire strutture come il carcere di San Vittore a Milano, l'Ospedale di Lecco, il villaggio Coppola, punta Perotti, il Terminal Ostiense... «E' corretto prevedere la demolizione di aree industriali dismesse, di grandi contenitori come le caserme e di terminal e snodi ferroviari degradati. Mi sorprende, invece, l'esempio di San Vittore. Io demolirei dove non c'è qualità e dove siamo in grado di fare meglio. Non so se abbiamo una proposta architettonica migliore del carcere di San Vittore: forse non funzionale, ma è un monumento ben definito e di memoria importante. Si possono azzerare abitazioni sbagliate, ma non una te-stimonianza simbolica!». E punta Perotti? E le case costruite alle pendici dell'Etna che Sgarbi voleva demolire? «Nel caso di edilizia abusiva l'abbattimento è da sottoscrivere. Ma l'idea della demolizione è un progetto in sé. Sono contrario a elenchi e automatismi», Ci sarà anche un «bollino di qualità per la bellezza architettonica». Lo certificherà una Fondazione costituita dai ministeri per i Beni Culturali, delle Infrastrutture e dell'Università. «Questo mi sa un po' di "regime"! La qualità come marchio di prodotto è difficile nell'architettura. E' bella la tensione etica, ma queste applicazioni vanno ben calibrate e non devono creare burocrazia o meccanismi di rallentamento. Difficile individuare criteri oggettivi di qualità. Qualità è recupero di un sapere». Si rivede anche l'assegnazione al ribasso prevista dalla Legge Merlotti. «E" giusto. Il ribasso danneggia la qualità delle costruzioni. Questa legge al ribasso è un po' strana, è ingenua e perversa: come fai ad accettare ribassi del 30? C'è qualcosa di sbagliato».