Quattordici mesi scanditi da un percorso ambizioso che mette insieme arte, musica, danza, teatro e letteratura. E il progetto Grande Reggia-Caserta Performing Art, ideato e diretto da Nunzio Areni. Debutto importante, nello stile della grandi biennali dellarte, con uno spettacolo di Roberto De Simone che rende omaggio al genio di Mozart: "Là ci darem la mano", o "travestimento in due tempi su testi di Puskin, Molière e Da Ponte, costruito su partiture immortali". Lanteprima assoluta (domani alle 21) è al Teatro di Corte della Reggia, riaperto per loccasione, prima tappa di una suggestiva maratona artistica (fino a febbraio del 2008) che vedrà gli appuntamenti dislocati anche al Belvedere di San Leucio. Promozione e valorizzazione del territorio sono le parole dordine che animano le sezioni: "Tra genio e sregolatezza" si muove la musica. Focus su artisti che hanno scritto la grande Storia, spettacoli dal vivo, documentari e registrazioni. Cè poi la sezione Teatro ovvero "risate che seppelliscono più di unepoca": i grandi autori del passato in una rilettura affidata ai maggiori drammaturghi italiani e stranieri. "Gran Tour, la diffusione del sapere in assenza del web" è il luogo immaginario del viaggio, inteso come "circolazione del pensiero". La danza raccontata "passo dopo passo, secoli in punta di piedi" offrirà in cartellone oltre al repertorio, esempi di visioni contemporanee e contaminazioni con la coreografia circense. Un village delle arti, che vuole ripercorrere le grandi vie maestre ma strizza locchio alle nuove tendenze. Ci spiace solo di non poter ancora scrivere dei protagonisti, che stanno lavorando e verranno comunicati a breve, visti i tempi ristrettissimi in cui il progetto è stato preparato. «La prima mondiale dello spettacolo di De Simone ripropone Caserta al centro di un circuito culturale internazionale», commenta lassessore regionale al Turismo Marco Di Lello, che promuove liniziativa insieme al Comune di Caserta e alla Soprintendenza. I visitatori della Reggia sono cresciuti dell11 per cento negli ultimi tre anni, grazie anche allattrazione esercitata dai grandi eventi, improntati ad una logica di diversificazione e competitività dellofferta. «Seguendo questa direzione - dice Di Lello - si è scelto di programmare altre occasioni di spettacolo, nellottica di ampliare la fruibilità di monumenti che sono parte integrante del turismo culturale».