Il Comune ottiene il permesso di abbattere le tre caserme che insistono sullarea della futura Cittadella dello Sport Il Demanio regalerà al Comune i suoli delle caserme di Miano che saranno abbattute per fare spazio allo stadio degli Europei 2012. Giorgio Napolitano al Quirinale invita il sindaco a salvare il teatro San Carlo. Gli industriali rispondono alla Iervolino: «Per Bagnoli le daremo un assegno di beneficenza». Il Comune incassa lautorizzazione ad abbattere le tre caserme nellarea nord iervolino Ci ha dato consigli e conforto, ci ha incoraggiato. Non ci saranno traumi tessitore Gli abbiamo fatto presente che non ci sono sprechi e che ci sono 394 dipendenti de simone Ci auguriamo che dagli enti lirici si allontanino le troppe ingerenze politiche il quirinale Non riesco a vedere Napoli se non cè il suo teatro, è il simbolo della città Sulla crisi del teatro missione al Quirinale del sindaco. Linvito del presidente della Repubblica Il Capo dello Stato si informa sul progetto di Bagnoli e sulle altre iniziative di sviluppo in corso OTTAVIO LUCARELLI «Il San Carlo è un simbolo della città e va salvato». Giorgio Napolitano riceve il sindaco Rosa Russo Iervolino e il professore Fulvio Tessitore per oltre unora salutandoli con un messaggio secco. Investendoli di una missione: «Salvate il San Carlo, non riesco a vedere una città senza il suo Teatro». Il tandem sindaco-vicepresidente della Fondazione comincia così al Quirinale una maratona che proseguirà allinizio della prossima settimana a Milano con Giovanni Bazoli di Intesa-San Paolo e Giuseppe Guzzetti, presidente dellAcri, lorganizzazione che rappresenta le Casse di risparmio e le Fondazioni bancarie. Mentre domani saranno gli imprenditori napoletani a riunirsi per trasformare le promesse in impegni concreti. Una crociata per colmare una voragine di 18 milioni di euro, per trovare sponsor ed evitare il fallimento del San Carlo. Unora nello studio di Giorgio Napolitano. «Con il Capo dello Stato - racconta Tessitore, ex rettore e oggi deputato dellUlivo - che ha mostrato grande attenzione per il significato che ha il Teatro per la città. Massima attenzione. Ci ha chiesto, perciò, di fare tutto il possibile per garantire una vita ordinata al San Carlo apprezzandone lalto livello artistico. Gli abbiamo fornito il quadro corretto della situazione finanziaria senza chiedere elemosine e devo dire che ha mostrato, ma ce lo aspettavamo, grande sensibilità. Lo abbiamo informato. Gli abbiamo fatto presente, tra laltro, che non ci sono sprechi e che abbiamo 394 dipendenti rispetto agli 800 della Scala e ai 500 di Palermo». Impressioni positive confermate dalla Iervolino alluscita dal Quirinale: «Napolitano ci ha dato incoraggiamento, consigli e conforto. Non ipotizza assolutamente traumi per il San Carlo. È un presidente innamorato della sua città e ci ha chiesto informazioni anche sui passi avanti del progetto Bagnoli, sui primi interventi concreti nellex Italsider e sulle altre iniziative in corso per lo sviluppo di Napoli». Allinizio della prossima settimana Iervolino e Tessitore saranno a Milano ma mercoledì sera, intanto, il presidente del Consiglio regionale Sandra Lonardo ha lanciato a sua volta un appello a "Porta a porta" agli imprenditori «anche del Nord ad investire e salvare il San Carlo». Mentre ieri a Caserta ha tuonato il maestro Roberto De Simone: «La crisi del San Carlo rientra nella crisi degli enti lirici. Ci vorrebbe un ripensamento da parte di persone qualificate che ne possano indicare il cammino, il futuro. La cosa che ci auguriamo è che si allontanino dai teatri lirici queste troppe ingerenze politiche. Perché danneggiano. Napoli, perdipiù, non ha una cultura tale che consenta lattenzione al teatro da parte delle forze economiche della città. Del resto la città vive, purtroppo, un disagio culturale ma anche un degrado locale». Crociata per il San Carlo ma, uscita dal Quirinale, la Iervolino ha salutato Tessitore ed è andata di corsa negli uffici dellAgenzia del Demanio dove lattendeva il direttore Elisabetta Spitz, recentemente confermata dal governo per altri tre anni. Dal San Carlo al nuovo stadio per gli Europei del 2012 allinterno di una Cittadella dello sport da realizzare a Miano, nella periferia Nord della città. Dove? sulle macerie di tre caserme da smilitarizzare e che, rivela la Iervolino «potremo anche abbattere». Quarantacinque minuti di dialogo fitto con la Spitz sulla base di alcuni documenti degli scorsi anni in cui i precedenti governi avevano già inserito le caserme di esercito e carabinieri "Boscariello", "Caretto" e "Bichelli" tra i beni da dismettere. «Il direttore Spitz - ha spiegato il sindaco in serata - ci ha promesso i suoli gratis e, in più, il permesso di abbattere le tre caserme. A questo punto avremo a disposizione unarea di trecentomila metri quadrati. Ora vediamo se gli imprenditori riusciranno a fare qualcosa». Una nuova sfida sulla base di un project financing (i privati costruiscono, investono e gestiscono per alcune decine di anni) che punta a realizzare a Miano una Cittadella dello sport con stadio, palasport, palazzo della musica, alberghi, centro congressi e centro commerciale. Il 31 gennaio il Comune, che sta disegnano questa Cittadella con relativa variante al piano regolatore, dovrà consegnare tutto alla Figc che a sua volta dovrà girare le carte allUefa il 18 febbraio allinterno del grande faldone per la candidatura dellItalia agli europei di calcio del 2012. Il Comune ci crede. Ma anche lAgenzia del demanio che sul sito Internet racconta il progetto Napoli 2012 con foto della Iervolino e della città