I Nuovi Uffizi rischiano uno stop. A meno che non si sciolga il contenzioso che blocca i lavori di adeguamento e restauro dei locali di Palazzo Mozzi-Bardini dove, entro e non oltre il secondo semestre 2008, dovranno essere trasferiti gli uffici di 80 dipendenti della Galleria degli Uffizi, per lasciare spazio alla realizzazione dei collegamenti ascensori-scale del nuovo museo. Lo sapremo il 6 febbraio, data in cui il Consiglio di Stato si pronuncerà sulla sospensiva dei lavori, concessa dal Tar a seguito del ricorso presentato dallAti-Lucci di Napoli, raggruppamento di imprese arrivato secondo al bando di gara. «Abbiamo chiesto al Consiglio di Stato di cancellare la sospensione dei lavori, perché farebbe saltare tutto lincastro del cronoprogramma degli interventi, con un notevole danno economico e ritardi per i Nuovi Uffizi» spiega il soprintendente ai monumenti Paola Grifoni. Un intoppo che tuttavia la soprintendenza ha cercato di aggirare, affidando ugualmente, ad ottobre scorso, i primi lavori urgenti «con riserva di legge» allAti vincitrice dellappalto, con capogruppo la fiorentina Spagnoli. «Si tratta di interventi davvero urgenti che hanno riguardato il tetto da cui pioveva, e il trasloco di materiali e reperti lapidei, mobili e arredi dagli spazi interessati agli adeguamenti al primo e secondo piano di Palazzo Bardini, dove appunto dovranno essere realizzati gli uffici attualmente ospitati sullala di levante della Galleria degli Uffizi» aggiunge Grifoni. Inutile aggiungere che in soprintendenza tutti si augurano un parere favorevole da parte del Consiglio di Stato, per poter andare avanti con la procedura di affidamento corretto, e rispettare così tempi e cronoprogramma dei Nuovi Uffizi, per ora regolari sulla tabella di marcia. In alternativa, per non bloccare lincastro di interventi programmati, non ci sarebbe che cercare dei locali in affitto in cui trasferire uffici e dipendenti del Polo museale. Con un carico di spese per lerario pubblico davvero non indifferente.