Scoperto un tempio Il dossier presentato al ministro dei Beni culturali: un patrimonio unico al mondo sta per sbriciolarsi Rutelli: primo stanziamento di sette milioni. "E non sarà isolato, cè la volontà politica di intervenire" RENATA MAMBELLI È una mappa del Palatino cosparsa di macchie rosse quella che ieri il professor Giuseppe Croci ha presentato al ministro dei Beni culturali Rutelli: le macchie rosse rappresentano le porzioni di questarea, tra le più importanti di Roma, che sono a rischio immediato di crolli, quelle per le quali ci vuole un intervento urgente. La valutazione dei livelli di rischio delle strutture del colle, "lAcropoli di Roma", era stata chiesta al professor Croci dopo il crollo di un muraglione, un anno e mezzo fa: ebbene, il risultato dello studio è allarmante. Sono giudicati "a rischio", cioè sul punto di crollare, le Arcate Severiane, quelle che affacciano su via dei Cerchi, le Terme Domiziane e le Terme Severiane, la Vigna Barberini, verso il Foro, parte della Domus Tiberiana, il tempio Magna Mater, la Domus Flavia, in particolare il Cenatio, le Biblioteche, il Criptoportico e lo Stadio Domiziano. In pratica, la metà buona del Palatino. Questa situazione, ha ricordato il professor Croci, oltre a mettere a repentaglio la conservazione di questi eccezionali monumenti, rende impossibile la visita del pubblico a gran parte del colle. Ed è un serpente che si morde la coda, perché senza la presenza dei vivi, come ha ricordato anche lo storico Andrea Carandini, le pietre morte restano tali. «Il Palatino, il perno della città antica, il colle più sacro, ha sofferto di una sorprendente disattenzione», ha detto ieri il ministro Rutelli nellannunciare un primo stanziamento, per il 2007, di 7 milioni di euro, uno da fondi Arcus e 6 da quelli per Roma Capitale. Uno stanziamento, ha promesso, che non resterà isolato, ma continuerà nei prossimi anni. E ha assicurato che cè la volontà politica di intervenire. Ma dal canto loro il professor Croci e il soprintendente per i beni archeologici Angelo Bottini hanno spiegato che solo per tamponare i rischi e mettere in sicurezza le parti pericolanti servirebbe, da subito, tre volte tanto: almeno 20 milioni in tre anni. Per questo il professor Croci ha chiesto ieri di far pagare un biglietto per il Palatino, per far contribuire i visitatori alle spese di restauro. Per il professor Carandini, invece, uno stimolo potrebbe venire da una grande mostra su che cosa è il Palatino, sulle sue inestimabili ricchezze archeologiche e su quello che ha voluto dire per la storia romana. Per questo ha proposto una grande mostra, un evento che riesca a far uscire il colle dallinspiegabile cono dombra che lo avvolge. Si tratta di una lotta contro il tempo. Il pericolo maggiore per la stabilità degli edifici che ospita dipende, infatti, dal crollo e dalla scomparsa dei grandi muri di contenimento e portanti che reggevano i confini di questa eccezionale cittadella. Oggi il loro ruolo è stato ereditato da semplici pareti che nulla possono contro la pressione esercitata dal cumulo di terra che compone il colle e lacqua che, non più incanalata nei grandi condotti di cui ci sono ancora tracce, gonfia e distrugge le opere murarie. Molti archi hanno perso il loro bilanciamento, alcuni pilastri portanti di palazzi grandiosi, come il palazzo transitorio di Nerone, sono sprofondati nelle grotte sottostanti, altri sono stati erosi dallacqua. A tutto ciò si è aggiunta la spoliazione fatta nei secoli del materiale laterizio ma anche alcuni restauri sbagliati, come le tettoie in calcestruzzo messe a copertura del Cenatio negli anni 50, che pesano e arruginiscono. Gli interventi già avviati, comunque, permetteranno già entro il 2007 di aprire al pubblico il palazzo di Livia e quello di Augusto, dopo trentanni di chiusura. Un assaggio di quello che potrebbe essere salvato del colle più edificato nellantica Roma.
FORI ROMANI Dossier del ministero "LAcropoli palatina rischia di crollare"
Il professor Giuseppe Croci ha presentato al ministro dei Beni culturali Rutelli un dossier che mostra che il Palatino, il colle più sacro di Roma, sta per sbriciolarsi. Le strutture del colle, tra cui il tempio Magna Mater, le Terme Domiziane e le Arcate Severiane, sono a rischio immediato di crolli. Il professor Croci ha chiesto un intervento urgente per tamponare i rischi e mettere in sicurezza le parti pericolanti. Il ministro Rutelli ha annunciato un primo stanziamento di 7 milioni di euro, uno da fondi Arcus e 6 da quelli per Roma Capitale, per il 2007.
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