LA POLEMICA Monguzzi: via agli abusi. Formigoni: valorizzerà il territorio Nel voto finale sulla competitività lUlivo si astiene e Rifondazione lo critica Da oggi, per i comuni sarà più facile espropriare le aree dismesse in Lombardia per destinarle ad altro. Nonostante lopposizione del centrosinistra e quattro franchi tiratori nelle file della Casa delle Libertà, il consiglio regionale ieri ha approvato il testo unico sulla competitività, compreso il contestato articolo 7 sulle nuove norme relative alle ex aree industriali. «Una legge che apre le porte alla speculazione edilizia e mette a rischio ben venticinque milioni di metri quadrati. Ci sarebbe stato bisogno di ben altra attenzione a un territorio già così pesantemente compromesso soprattutto nellarea metropolitana milanese» - denuncia con amarezza il verde Carlo Monguzzi. «Non vedo perché dovrebbe favorirla - replica il governatore Roberto Formigoni - Le aree dismesse in Lombardia sono particolarmente vaste e ci sono state consegnate da un passato in cui si consumava il territorio come se fosse riproducibile, invece dobbiamo valorizzarlo al massimo». LUnione si è invece divisa nel voto finale. LUlivo si è astenuto nonostante il giudizio severo del coordinatore del centrosinistra in Regione, Riccardo Sarfatti: «È una legge non competitiva, avulsa dalle specificità lombarde. Sulle aree dismesse, poi, siamo al solito dilettantismo». LUlivo ammette che si tratta di un provvedimento «senzanima e con luci e ombre». Ma il diessino Stefano Tosi e Carlo Spreafico della Margherita spiegano che «il centrodestra ha comunque accettato di inserire un ordine del giorno un impegno della Regione nella lotta al lavoro nero». Per Rifondazione comunista si è trattato solo di un tranello. «Tutti sanno che nella gerarchia delle leggi - ricorda Luciano Muhlbauer - gli ordini del giorno non posso avere alcuna influenza sulle leggi. È stato un chiaro specchietto per le allodole. E come se non bastasse si sono astenuti su una legge che apre un pericoloso baratro sul futuro delle aree ex industriali. Dora in poi sarà più facile edificare senza rispettare alcun vincolo di destinazione duso». Poi una battuta al veleno: «Ma forse è successo perché ormai lUlivo lombardo è troppo abituato non votare contro la maggioranza». Di tuttaltro avviso i commenti nella Casa delle Libertà. «Non crediamo che si possa parlare di espropriazione - sottolineano i consiglieri leghisti Giosuè Frosio, Mauro Gallina e Monica Rizzi - Siamo sicuri che la legge verrà accolta positivamente sia dai proprietari che dai comuni». Anche lassessore alle Attività produttive Massimo Corsaro, di An, ora assicura: «Nessuna volontà di speculazione, anzi il contrario». E il relatore Mario Sala di Forza Italia: «Mai come in questi tempi è richiesta velocità, efficienza e innovazione a tutti. Nessun rischio per il territorio». Per lUdc Gianmarco Quadrini «la scossa si dà solo creando delle opportunità». Le nuove norme prevedono che se il proprietario di unarea dismessa da almeno quattro anni non presenta entro 18 mesi al comune un progetto, può vedersi sottratto il terreno con un indennizzo limitato al 5 per cento del suo valore. Più in generale, il testo unico sulla competitività prevede uno snellimento della burocrazia attraverso una semplificazione delle procedure per lavviso di unimpresa. Da ora in poi alcuni documenti saranno sostituiti dallautocertificazione. E ci sarà un ruolo più attivo dei distretti industriali.
Espropri, passa la legge Il centrosinistra si divide
Il consiglio regionale lombardo ha approvato il testo unico sulla competitività, compreso larticolo 7 sulle aree industriali. La legge apre le porte alla speculazione edilizia e mette a rischio 25 milioni di metri quadrati. Carlo Monguzzi, del verde, denuncia lopposizione del centrosinistra e la speculazione. Roberto Formigoni, governatore, replica che le aree dismesse devono essere valorizzate. LUnione si è divisa nel voto finale, con lUlivo che si è astenuto. Rifondazione comunista critica la legge come un tranello. I commenti nella Casa delle Libertà sono positivi. Anche lassessore alle Attività produttive Massimo Corsaro assicura che non ci sarà speculazione.
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