Intorno al grande scienziato ruoterà la nuova vita dellistituto A inizio 2008 via ai lavori per la ristrutturazione di palazzo Castellani E in partenza, il professor Galluzzi. Boston, Stati Uniti: luniversità di Harvard lo ha invitato come «visiting professor», per tre mesi il direttore del Museo di Storia della Scienza insegnerà lì. Un onore che comunque non lo distoglierà dai grandi progetti che stanno prendendo corpo intorno al suo istituto. La meridiana, infatti, è solo un primo assaggio di rivoluzione. Cambierà tutto, al museo: dal nome allallestimento delle collezioni. Dal 2009 si dirà addio a quello che il professore definisce uno «scioglilingua», ovvero lattuale nome del museo: «Così lungo e infelice: Istituto e Museo di Storia della Scienza. O lo sbagliano, o lo accorciano, mai che venga detto preciso. Tra due anni ci chiameremo Museo Galileo». Non a caso, ovviamente: il museo possiede la più straordinaria collezione al mondo di strumenti e testi galileiani, e proprio nel 2009 cominceranno le celebrazioni per i quattrocento anni dalla prima volta in cui Galileo puntò il suo cannocchiale verso gli astri; proprio Galluzzi dovrebbe essere, così ha annunciato pochi giorni fa a Firenze il ministro Rutelli, il coordinatore nazionale degli eventi fiorentini, pisani, e padovani. Intorno a Galileo ruoterà tutta la nuova vita del museo: allinizio del 2008 inizieranno i lavori che completeranno la ristrutturazione di palazzo Castellani, già avviata negli anni scorsi, al termine dei quali, si spera entro 16-17 mesi dallapertura dei cantieri, il museo si presenterà ampliato e completamente rinnovato. Gli interventi, per un totale di 7 milioni di euro (due e mezzo dallEnte Cassa, e il resto dallo Stato attraverso i fondi del Lotto, e dalla Regione) riguarderanno il primo e secondo piano: saranno di carattere sia strutturale (rifacimento integrale degli impianti), sia intellettuale, visto che cambierà il concetto di esposizione delle due collezioni, quella medicea e quella lorenese. Le figure dei committenti accompagneranno idealmente il visitatore nelle varie sale in un percorso che sarà anche tematico e cronologico. Cosimo I sarà legato al tema astronomico e militare, Ferdinando I alla navigazione, Cosimo II alle scoperte galileiane, Ferdinando II allAccademia del Cimento, Pietro Leopoldo al Museo di Fisica. Galileo diventerà la figura di riferimento più importante: a lui e alla sua scuola sarà dedicata una delle sale più grandi del primo piano. Il nuovo allestimento tenderà a spettacolarizzare alcuni strumenti o gruppi di strumenti: la sfera armillare di Antonio Santucci starà al centro di una sala circolare (con riferimento al mondo tolemaico), alcune macchine elettriche saranno esposte in una sorta di salotto cortigiano (per rievocare le serate «elettriche» che allietavano in alcune occasioni la vita di corte con piccoli spettacoli a sfondo scientifico). Un navigatore mobile portatile, messo a disposizione di ciascun visitatore che ne faccia richiesta, fornirà informazioni multimediali su tutti gli strumenti in esposizione (schede descrittive, approfondimenti tematici, animazioni virtuali, ecc.). «Il nostro obiettivo, condiviso anche della Camera di Commercio che ha sede qui davanti, è quello di vedere la piazza finalmente pedonalizzata: o tutta, o in parte» spiega Galluzzi. Di qua la scienza, di là i mestieri: due vocazioni, unite, anche fisicamente, nella stessa piazza sgombra dalle auto. Un ingresso in centro per tutti quei turisti che dai lungarni si dirigeranno verso gli Uffizi in cerca di Botticelli, ma che prima si imbatteranno in Galileo.