LA FIRMA Accordo sul codice del paesaggio vincoli per tutti i piani strutturali Adesso sulla Toscana cè il marchio di tutela del governo. Ieri a Roma il presidente Claudio Martini e il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli hanno firmato la prima intesa a livello nazionale sul "Codice del paesaggio" che entra a far parte integrante del Piano di indirizzo territoriale appena approvata dalla giunta. Il patto governo-Regione trasforma gli attuali vincoli «in scelte di pianificazione del territorio» e a questo modello partecipano a pieno titolo Province e Comuni, ciascuno con le proprie responsabilità. Vediamo di capire che cosa cambia. Finora il vincolo paesaggistico era rappresentato da un perimetro che individuava unarea territoriale dichiarata di particolare interesse, tutelata spesso dalle sovrintendenze. La zona da difendere dagli assalti speculativi o dalle minacce ambientali era individuata come una realtà omogenea, senza fare distinzioni al suo interno. In più il vincolo, derivante da una legge del 1939, era applicato ad aree che nel tempo si sono trasformate. Così poteva succedere che a Scandicci fosse protetta la piana, oggi industriale, ma non le colline. Da oggi invece la Regione è obbligata ad approvare un piano (il Pit, appunto) che inglobi in sé il Codice del paesaggio, ossia una legge che non permetta più discrezionalità interpretative ma che regoli una volta per tutte la qualità degli interventi nelle zone di pregio. Lintesa Rutelli-Martini si basa sulla «conservazione attiva», cioè una selezione di tutte le opere e delle iniziative che su un certo territorio saranno realizzate. Entro il maggio 2008 la Toscana approverà una nuova disciplina sul paesaggio che prevede il riesame di tutti i piani urbanistici non ancora approvati dai Comuni per valutarne ladeguatezza. Entro un anno saranno insediate le commissioni sovracomunali, che sostituiranno le attuali commissioni comunali per il paesaggio. E i Comuni inadempienti? La Regione dal maggio 2008 avrà un potere sostitutivo, ossia potrà approvare al loro posto i piani strutturali. Un esempio pratico: prima dellintesa aprire una finestra in una colonica vincolata richiedeva una serie di lunghe procedure, compreso lintervallo di 60 giorni durante i quali la Soprintendenza poteva esprimersi. Dopo lintesa la questione viene risolta in sede comunale. Le questioni che vanno a incidere su paesaggio e sostenibilità, vengono invece sottoposte a valutazione coordinata di Stato, Regione, Provincia e Comune. I nuovi piani, insomma, conterranno già in sé le norme di autotutela del paesaggio. Rutelli e Martini non a caso citano il caso Monticchiello: «Daccordo con la Toscana - dice il vicepremier - abbiamo adottato una decisione impegnativa, ovvero porre un vincolo sullarea non ancora edificata, per ridurre al minimo limpatto di un intervento che è stato criticato anche se risale a molti anni fa».
FIRENZE: Intesa Governo-Regione sulla tutela, che entra a far parte del Pit
Il governo e la Regione Toscana hanno firmato un accordo sul "Codice del paesaggio" che entra a far parte del Piano di indirizzo territoriale. Il patto trasforma gli attuali vincoli in scelte di pianificazione del territorio, coinvolgendo Province e Comuni. Il Codice del paesaggio regola la qualità degli interventi nelle zone di pregio, senza permettere discrezionalità interpretative. La Regione dovrà approvare un piano che inglobi il Codice del paesaggio entro il maggio 2008. I Comuni inadempienti potranno essere sostituiti dalla Regione. L'accordo prevede anche la creazione di commissioni sovracomunali per valutare la degualità dei piani urbanistici.
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