LINTERVISTA Lassessore allurbanistica: è sbagliato dire che la città sta nascendo senza un disegno complessivo Merola e le aree alla Fondazione "Con il Psc non sono più vincolate" Un giorno spunta il business center di Maccaferri allaeroporto, un altro entra in campo la Fondazione Carisbo che vuole fare case per studenti al Caab. Che succede, assessore Virginio Merola?«Anche se non tutti se ne sono accorti, cè già una nuova città che sta nascendo». E iniziata la grande partita a Monopoli sulle aree?«Si è aperta, con il piano strutturale, una nuova fase urbanistica della città».Tutto lungo il tragitto aeroporto, stazione, fiera, caab? «E quella che abbiamo chiamato la città internazionale che collega i punti di accesso Bologna con il people mover e il metrò. E prima di tutto qui che si vedrà limmagine della Bologna del futuro».Cosa centra il business center con il piano?«Fa parte del progetto di ampliamento dei confini dellaeroporto e dellaccordo che stiamo discutendo con Sab, Provincia, Regione e comune di Calderara».E le case al Caab?«E unidea che non conosco nei dettagli, ma lipotesi di insediamenti abitativi era già contenuta nelle linee del Psc».Il Caab non è forse vincolato ad attività commerciali, produttive logistica?«Secondo il Prg sì. Ma il nuovo piano cambia la logica della pianificazione. Le famose destinazioni duso vincolate per 20 anni finiscono».E si passa alla legge della giungla?«Al contrario. Ci sono chiare linee guida e piani operativi (Poc). Tutto ciò che entra nel Poc va iniziato entro cinque anni. Se un insediamento previsto, però, non parte, si perde la capacità edificatoria».Se le Ferrovie avranno il via libera per edificare, poniamo, un quarto dei loro 43 ettari, ma in 5 anni non lo fanno, perdono il diritto a costruire?«Esatto. E un meccanismo che limita la rendita».Vale anche per la Fondazione Carisbo o Maccaferri? «Vale per tutti, anche per il Comune».Limpressione è che il Psc sia un abito nuovo su progetti vecchi di 15-20 anni: come Lazzaretto o Navile.«La novità è che quei quartieri ora partono. In due anni li abbiamo cambiati a fondo, senza buttare il buono che cera: al Lazzaretto non cerano né strade né people mover. Il Navile lo abbiamo riprogettato con i cittadini. La grande stazione (il bando uscirà in primavera) non esisteva. E il Comune ha ottenuto lintero dopolavoro».Tra aeroporto, stazione, fiera, Caab, si investiranno 2,5 miliardi di euro, senza contare people mover e metrò. Una pacchia anche per gli speculatori.«Per rispettare le compatibilità ambientali abbiamo difeso collina e cunei agricoli. E dimezzato le previsioni di alloggi da 16000 a 8000. Il resto, se occorre, si farà fuori città, daccordo con gli altri comuni e la Provincia».E in grado Bologna di reggere interventi così massicci?«La città del futuro nascerà un po alla volta. Molti interventi sono in corso. Alcuni (stazione, Lazzaretto...) impiegheranno dieci anni. Ma Bologna ora è in movimento».Con larea metropolitana il piano non è già vecchio? Dalla città non esce nulla, non laeroporto, né la fiera, né ospedali, né palazzi di giustizia.«E questa idea di decentramento ad essere vecchia. Non si può consumare territorio in eterno trasferendo le funzioni per aumentare le quantità. E la città metropolitana va concepita come città di città, come fa il nostro piano. Laeroporto cresce se si collega con Rimini e Firenze; la Fiera se si connette con Rimini, ecc».Insomma la nuova Bologna nasce senza un disegno?«Al contrario, la nuova Bologna che sta sorgendo segue un chiaro indirizzo. Il nostro è il primo piano di nuova generazione dopo la legge regionale 20. Farà parlare a livello nazionale».Bene o male?«Credo che diventerà la base di una nuova legge nazionale urbanistica. Ne discuteremo in un convegno in primavera. E avremo modo di parlare del futuro del Reno, del Savena, della Collina... Si capirà che lidea del piano è semplice: fare di Bologna una città attraente dove è bello vivere».