FIRENZE. Ecomostro di Monticchiello? Mai più. Castagneto? Mai più. Castiglione della Pescaia? Mai più. Sul treno che lo riporta a Firenze Claudio Martini, presidente della Regione, non fa nomi di ecomostri e dintorni ma snocciola i suoi «mai più» come un rosario glorioso: «Già oggi abbiamo una legislazione che ci mette molto al riparo da casi come Monticchiello. E ora, con l'accordo che inserisce il codice del paesaggio nella pianificazione urbanistica della Toscana, siamo ancora più forti e sicuri». Sono circa le sei del pomeriggio, sulla seconda classe del Pendolino, Martini risponde ai giornalisti dal cellulare del suo portavoce Remo Fattorini. Torna da Roma - sostiene -con due buone notizie per la Toscana: l'intesa con il ministro Rutelli che da il via alla pianificazione congiunta del territorio in attuazione del Codice del paesaggio; e l'accordo - vedi anche l'articolo a fianco - su Monticchiello. Mai più ecomostri. La Toscana non più Mix ma in bilico che in questi mesi lo scrittore Alberto Asor Rosa ha denunciato in articoli e convegni torna un pochino a sorridere. Gli ecomostri si allontanano, sfumano nel passato che le intese romane provvedono ad archiviare. «Gli ecomostri? Sono code di vecchie leggi urbanistiche che in Toscana hanno avuto vigore fino agli anno '90», osserva Martini. Ora si cambia musica: c'è il Pit (piano integrato territoriale), c'è questo accordo con Rutelli sul paesaggio, c'è lo stop alla costruzione di nuovi lotti a Monticchiello. Così assicura Martini, così conferma l'assessore all'urbanistica Riccardo Conti e così gongola Erasmo D'Angelis, presidente della commissione territorio del Consiglio regionale: «Una scelta di qualità e per il buongoverno del territorio. La Toscana è la prima Regione ad inserire il codice dei beni culturali e del paesaggio nella pianificazione urbanistica». La villetta in collina. Martini è convinto che da ora in poi la Toscana «avrà solo progetti urbanistici di qualità, nel più rigoroso rispetto del paesaggio». Gli fa eco Rutelli - «L'accordo tra il ministero dei Beni culturali e la Toscana è il più avanzato oggi in Italia e rappresenta una garanzia di tutela del paesaggio e della bellezza di questa regione». Dunque il Codice del paesaggio entra a far parte del piano urbanistico della Toscana. Ma in concreto cosa significa tutto questo? In breve: i piani strutturali dei Comuni dovranno essere rispettosi e coerenti con i valori paesaggistici previsti nel codice dei Beni Culturali. Esempio: costruzione di una villetta in una collina. Il costruttore avrà la licenza non solo se quel territorio è edificabile secondo il piano urbanistico, ma anche se rispetto al paesaggio è tutto ok. L'insediamento di Monticchiello ha ricevuto tutti i permessi edilizi, ma se fosse stato sottoposto anche al vincolo paesaggistico probabilmente non sarebbe mai stato edificato. «Fino ad oggi il vincolo paesaggistico era rappresentato da un perimetro che individuava un'area territoriale dichiarata di interesse paesaggistico - spiegano i tecnici della Regione - la tutela era pertanto affidata alla sensibilità di alcuni esperti del settore (professionisti specializzati nella materia). Esisteva un lavoro di analisi e di studio, ma di fatto non erano individuate le specifiche situazioni da tutelare: alberi, ville, coltivazioni, colline, centri storici. Ciò ha prodotto incertezze del diritto e un indebolimento dell'azione di tutela». Così poteva succedere quanto si è verificato ad esempio a Scandicci, dove sono state vincolate le aree della piana, oggi industriali, ma non le colline.