Cagliari - Monticchiello sì, Tuvixeddu forse. Ieri il ministro dei beni culturali Francesco Rutelli ha bloccato alcune costruzioni nel piccolo borgo toscano. Dirà oggi alla Camera cosa vuoi fare per Tuvixeddu, la più grande necropoli punica del Mediterraneo minacciata, a Cagliari, dal cemento. A Monticchiello Rutelli ferma le ruspe nell'area non ancora edificata. Per l'area già cementificata non sono invece previste iniziative di alcun genere. Si tratta di circa settanta appartamenti, parte dei quali già terminati e altri in fase di costruzione. La decisione Rutelli l'ha presa ieri d'intesa con il comune di Pienza e con la regione Toscana «E' stata adottata una decisione impegnativa», ha commentato il ministro durante una conferenza stampa «Bisogna salvaguardare -ha aggiunto - lo spazio che va verso le mura e ridurre al minimo l'impatto di un intervento molto criticato». E per gli edifici già costruiti? «L'area - ha spiegato Rutelli - è stata edificata con tutte le autorizzazioni debite e legittime, anche se criticabili. Noi vogliamo intervenire perché il danno che ancora non si è fatto in un'area così delicata e particolare possa essere evitato. Credo che si tratti di una decisione coraggiosa». «Ciò che è avvenuto nel comprensorio urbanistico nella piana di Monticchiello - ha spiegato a sua volta il presidente della giunta regionale toscana Claudio Martini - è stato determinato da una coda di vecchie leggi urbanistiche che, in Toscana, sono state in vigore fino agli anni Novanta. Ora abbiamo una legislazione che ci mette molto al riparo da casi come questo». Rutelli e Martini hanno illustrato insieme i contenuti di un accordo firmato tra ministero e Regione che da il via alla pianificazione congiunta del territorio in attuazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio. La Regione Toscana inserisce questo accordo nel nuovo Piano di indirizzo territoriale (Pit), trasformando gli attuali vincoli in scelte di pianificazione e azioni di concertazione delle politiche di protezione e valorizzazione del territorio, per promuovere uno sviluppo sostenibile. «L'accordo tra il ministero dei Beni culturali e la Toscana è il più avanzato oggi in Italia - ha detto Rutelli - e rappresenta una garanzia di tutela del paesaggio e della bellezza di questa regione a cui noi diamo tutta la nostra cooperazione: la Toscana è all'avanguardia e deve restare all'avanguardia della cultura, della bellezza, del paesaggio e della salvaguardia del territorio». «La tutela del paesaggio in Toscana è sempre stata un elemento di attenzione - ha aggiunto Martini - ma con questo accordo il Codice del paesaggio entra a far parte del nostro piano urbanistico. La Toscana in questo modo risponderà ancora meglio alle grandi responsabilità cui è chiamata Con l'accordo siglato con il ministro Rutelli costruiamo un sistema molto robusto fra regione, governo ed enti locali che rappresenta un passo avanti per la Toscana, ma costituisce anche una buona indicazione per tutte le altre regioni». E Tuvixeddu? Cosa farà Rutelli per salvare dalle ruspe la necropoli? Lo si saprà questo pomeriggio, quando alle 15, al question time della Camera, il ministro risponderà alle domande sollevate sul caso. Intanto ieri sera a Cagliari la commissione regionale per il paesaggio ha esaminato tutta la documentazione a sua disposizione (studi, carte topografiche, normativa) sul caso Tuvixeddu, aggiornando i lavori a lunedì prossimo. Per il momento c'è un vincolo provvisorio della Regione Sardegna che vale per novanta giorni e spetta alla commissione confermarlo o meno. Allo studio dell'organo regionale di controllo c'è l'ipotesi di confermare il vincolo su tutta l'area del colle di Tuvixeddu. «Sarebbe importante che su questa linea -dicono i dirigenti regionali di Legambiente - si schierasse il ministro dei beni culturali Rutelli. E anche su Monticchiello Legambiente si fa sentire: «E' un impegno importante quello preso dal governo insieme alla Regione Toscana ed è anche la dimostrazione che la vertenza di Legambiente e delle altre associazioni ambientaliste contro questa speculazione edilizia era più che fondata».