II PAN diventa uno e trino. E si trasformerà in Fondazione. Con uno sguardo e obiettivi che la nuova direttrice artistica Julia Draganovic, da due mesi a Napoli, definisce «bipolari», proprio come l'anima del Palazzo delle Arti di Napoli di via dei Mille: nato come Centro documentazione delle arti contemporanee ma anche come spazio espositivo, più che come museo (in assenza di una collezione permanente). E che ora, con la nuova programmazione illustrata ieri conia Draganovic dall'assessore comunale alla cultura, Nicola Oddati e dall'architetto Marina Vergiani, direttrice del Centro documentazione, sarà attento «al locale e al globale» attraversando nel prossimo biennio, con la bussola di un tema annuale, il «confine permeabile» tra ricerca e archiviazione, fruizione e produzione dell'arte. In direzione di un recupero di talenti e contributi locali, ma anche di apporti nazionali e internazionali. Sono ambiziose le «sfide» (tema del 2007 per Palazzo Roccella, mentre il 2008 sarà incentrato sulle frontiere del «bene comune») in cantiere. A cominciare dalla gemmazione del Pan in altre due sedi, annunciate da Oddati: l'edificio del Mercato Ittico, quando entro giugno il mercato sarà delocalizzato a Volla (là delibera comunale è già pronta), e il palazzo progettato da Cosenza potrà così ospitare, nelle intenzioni del Comune, il nucleo nascente di una collezione permanente di arte contemporanea; e i nuovi spazi restaurati di Castelnuovo (circa 5-600 mq), «che si candidano entro la fine del 2008 a diventare una Galleria civica per l'arte napoletana del Novecento: la quale, in collaborazione con istituzioni pubbliche e private, possa restituire dignità e spazi adeguati al nostro ricco patrimonio artistico contemporaneo», spiega Oddati. Quanto alla collezione permanente - peculiarità di un museo che per Walter Benjamin, amato dalla Draganovic, è «luogo per i sogni collettivi» -, l'auspicio è quello delle donazioni di artisti, in mancanza di fondi per acquisti: «E chissà che non si possa chiudere "Dedica" con il regalo di un'opera esposta da Artiaco, prima pietra della collezione...», dicono i promotori. Intanto, si parte con la programmazione interna del Pan, che prevede tre grandi mostre collettive e una nuova gestione degli spazi, con una «project room» al secondo piano dedicata a progetti nati dal Centro documentazione ma anche da proposte transgenerazionali di collaboratori esterni, associazioni, gruppi e singoli artisti («non più ospiti», sottolinea Draganovic), «con una foltissima parte didattica», aggiunge Oddati; in sintonia insomma con «lo story board della storia del Pan», prosegue Vergiani che rilancia, per giugno, la seconda puntata del Forum internazionale dedicato, dopo dicembre, al tema dell'arte digitale. Infine, le prime tre «sfide» programmate dalla Draganovic: dal31 marzo al 26 giugno, la mostra collettiva «Eroi! Come noi....?» (tra gli artisti invitati: BoiseeauWestermeyer, Charlotte Ginsborg, Sigalit Landau, Yerbos-syn Meldibekov, Trine Neesdrad, Tom Sanford, Lorenzo Scotto di Luzio, Nedko So-lakov, Adrian Tranquilli, Hu Yang), che tra le sorprese prevede l'apertura della sede di un «consolato dell'Arcadia», su modello del-Y«ambasciata» creata dall'artista Bster Kees a Berlino, per fornire modelli e valori estetici in un'epoca «post eroica»; dal 7 luglio al 23 ottobre sarà la volta di «Bellezza pericolosa» (sulla quale si confronteranno E V Day, SyMe Fleury, Margi Geelinks, Kirsten Geisler, Barbara Kruger, Erwin Olaf, Orlan, Patricia Piccini), mentre dal 3 novembre all'8 febbraio il Pan seguirà l'ispirazione di Andy Warhol, ideatore della Business Art, con la collettiva «L'impresa dell'arte».
Il Pan si moltiplica: sconfinerà al Mercato Ittico e a Castelnuovo
Il Palazzo delle Arti di Napoli (PAN) diventa una Fondazione e si trasformerà in uno spazio espositivo più che in un museo. La nuova direttrice artistica Julia Draganovic ha definito gli obiettivi del PAN come bipolari, con un focus sulla ricerca e l'archiviazione, e sulla fruizione e produzione dell'arte. La programmazione del PAN prevede tre mostre collettive e una project room per progetti transgenerazionali. La Fondazione si candida a diventare una Galleria civica per l'arte napoletana del Novecento e a ospitare una collezione permanente di arte contemporanea. La programmazione interna del PAN prevede una didattica intensiva e una seconda puntata del Forum internazionale dedicato all'arte digitale.
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