Ancora carenze nei servizi aggiuntivi La metà dei visitatori non stacca il biglietto Sei anni dopo la pubblicazione del bando di gara, i servizi aggiuntivi nei musei e nelle aree archeologiche siciliane stentano a decollare. Intoppi burocratici, ambiguità del bando, contenzioso prima e dopo l'aggiudicazione della gara, hanno ritardato l'avvio della riforma prevista dalla Legge Ronchey. Ora l'assessore regionale ai Beni culturali Lino Leanza vuole mettere ordine in un settore ritenuto strategico. Il bando di gara del giugno 2001 prevedeva l'affidamento ai privati dei servizi di biglietteria, bookshop, caffetteria, guida didattica nei siti regionali. Nel dicembre del 2002 i servizi sono stati aggiudicati in 7 delle 9 province: a Palermo all'Ati Federico II, cui fanno capo un gruppo di imprenditorilocali; a Caltanissetta e Agrigento al consorzio I luoghi dell'Arcadia (Shop Museo e Folio di Bolza-no, Krea e cooperativa Meridiana di Agrigento); a Trapani, Messina, Siracusa e Ragusa all'Ati Novamusa (composta da Novamusa, del gruppo The-sauron, Domenico Sanfilippo Editore di Catania ed Electa di Napoli). Le convenzioni firmate nella primavera del 2003 prevedono il versamento di un canone annuo, dell'8,54 del fatturato lordo e del ricavato dalla vendita dei biglietti al netto della percentuale di aggiudicazione (intorno al 13). L'avvio dei servizi era previsto 10 giorni dopo la firma della convenzione. Ma gli intoppi non sono mancati. Il mancato completamento dei servizi aggiuntivi ha fatto scattare un contenzioso sulla durata della concessione. La convenzione, infatti, prevede una durata quadriennale a decorrere "dalla data di consegna dei locali", avvenuta solo in parte. «Il contenzioso è ormai superato e abbiamo avviato un dialogo costruttivo con l'amministrazione regionale dice Marco Mottolese, ad di Nova-musa : è interesse comune far decollare il servizio e incrementare le entrate». Mottolese illustra una serie di novità: l'avvio ad aprile del servizio nel castello di Lipari, l'apertura entro l'anno di punti ristoro lungo il percorso dell'area archeologica di Selinunte, l'apertura entro l'estate del nuovo ristorante al teatro greco di Taormina. Di svolta parla anche Carlo Ottaviani, responsabile dell'Ati Federico II, che annuncia l'avvio del servizio di guide didattiche. «La Regione ha aperto ai privati ma non si è dotata degli strumenti adatti: siamo convinti dice Ottaviani che occorra un ufficio dell'assessorato che sia in grado di dialogare con le società e risolvere i tanti piccoli problemi che diventano grandi nel labirinto della burocrazia». Problema condiviso da Agrigento e Caltanissetta. «Solo grazie ai nostri investimenti siamo riusciti a realizzare il 90 del capitolato, offrendo per primi in Sicilia servizi innovativi come le audioguide e il biglietto elettronico», dice Giovanni Alessi, amministratore del consorzio I luoghi dell'Arcadia. L'assessore Leanza promette una svolta. «Siamo pronti al dialogo madicepretendiamo che le società forniscano quel valore aggiunto che ci attendiamo dall'utilizzo di siti tra i più belli e interessanti al mondo». Leanza non si ritiene soddisfatto dai risultati legati quasi esclusivamente alla vendita dei biglietti, il cui andamento positivo ritiene fisiologico. Nel 2003 da musei e aree archeolo-giche sono passati 442 milioni di visitatori ma solo 245 hanno pagato il biglietto con incassi totali di 10,20 milioni. Nel 2004 i visitatori sono stati 4,81 milioni (paganti 2,71 milioni) con un incasso di 11,35 milioni. Nel 2005 l'afflusso è stato di 4,76 milioni (paganti 2,75 milioni) e l'incasso è salito a 13,90 milioni (incremento legato anche all'aumento delle tariffe). Per il 2006 mancano ancora dati completi.
Riforma Ronchey, la Sicilia cerca di recuperare
La metà dei visitatori dei musei e aree archeologiche siciliane non stacca il biglietto. Sei anni dopo la pubblicazione del bando di gara, i servizi aggiuntivi non sono decollati. Intoppi burocratici e contenziosi hanno ritardato l'avvio della riforma prevista dalla Legge Ronchey. L'assessore regionale ai Beni culturali Lino Leanza vuole mettere ordine in un settore ritenuto strategico. I servizi aggiuntivi previsti nel bando di gara del 2001 includono biglietteria, bookshop, caffetteria e guide didattiche.
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