DISFIDE «Riconosco che per la Chimera di Arezzo il confronto è giusto aprirlo, ma non per farne una guerra di campanili». Così il ministro dei beni culturali Francesco Rutelli ha risposto alla richiesta del sindaco di Arezzo, Giuseppe Fanfani, di restituire alla città la Chimera etnisca (e là Minerva), conservate al Museo Archeologico Nazionale di Firenze. D ministro ha precisato che si tratta di un «tema serio, di cui dobbiamo parlare con altrettanta serietà». «Io non nascondo una grande prudenza - ha proseguito alludendo alla presenza del capolavoro etrusco a Firenze, dove arrivò, reclamata da Cosimo I dei Medici, a metà '500 - perché, quando le opere d'arte sono state storicizzate e sono da moltissimi armi in una sede determinata, sono scelte che non è possibile rimettere in discussione se non con l'accordo di tutti». Senza contare, ha aggiunto Rutelli, - che «l'Italia è tutta da visitare e non dobbiamo aprire una rivendicazione tra una città e un'altra, anche se mi rendo conto che, per Arezzo, la Chimera è il simbolo civico e quindi ha un significato particolare». Tutte le parti però dovranno essere coinvolte in un confronto, in quanto «non vorrei riaprire scontri come quello per la famosa "secchia rapita" tra Modena e Bologna che ha fatto un sacco di guai per un sacco di tempo». «Siamo nel XXI secolo - ha concluso il ministro - e l'universalità dell'arte forse ci dovrebbe spingere a pensare che tali opere sono patrimonio universale anche quando hanno un grande valore per le comunità».