RUGGISCE ancora a Firenze. Ed è francamente improbabile che prima o poi torni a ruggire qua. Il ministro Rutelli, pressato dal Comune e dalla stampa, di spiragli ne lascia pochini. «E' un problema serio e dobbiamo parlarne con serietà. Quando le opere d'arte sono da tantissimi anni in una sede determinata, le scelte non possono essere rimesse in discussione se non con l'accordo di tutti». Ve lo immaginate il Comune di Firenze a presentarsi al casello con la Chimera sotto braccio, magari incartata come una stampa d'epoca? «Ne parleremo» risponde l'assessore regionale Anna Rita Bramerini, anche lei a Roma per Piero. Sul resto è decisamente più generosa. «Per la Toscana è la mostra dell'anno. Di certo a inaugurarla ci sarà anche il presidente Claudio Martinio». E il vicepremier Rutelli. E forse tanti altri, che via via sfileranno nel territorio. Lo stesso territorio che con la Chimera si identifica. «Lo so chiude il ministro per Arezzo è un simbolo e è giusto aprire un confronto. Ma senza farne una guerra di campanili o riaprire scontri tipo Secchia rapita». RAPITA come la Madonna del Parto? No, il capolavoro è sempre a Monterchi, non più a Momentano ma in centro. E la sede definitiva? «Chissà che in vista della mosttra non si trovi finalmente la soluzione a questa diatriba» rispondono tutti, annusando il clima dell'evento. Tra i presenti anche il sindaco del paese, Boncompagni, che su quella «gravidanza» scommette il futuro del paese. Un po' come su Piero tutti scommettono tutto. Perfino i maghi della gastronomia. Organizzano un gran buffet di prodotti tipici fuori del salone. Un trionfo, finché non frenano gli appetiti e lasciano spazio all'arrivo del ministro. Che con agilità passa dai saperi ai sapori. E addenta il prosciutto della terra di Piero.