Tre imprenditori disposti a finanziare il Massimo. Domani la Iervolino va da Napolitano Fermento e trattative ancora molto riservate, ma a buon punto. Nelle stanze di Palazzo Partanna, sede degli industriali napoletani, largomento allordine del giorno è il teatro San Carlo. Come aiutare il Massimo dal fallimento? Che possono fare i privati per evitare al più antico teatro italiano, lumiliazione della bancarotta? Dopo tante polemiche, i tira e molla, una cordata di imprenditori si sta preparando al salvataggio, tramite un finanziamento di 3 milioni di euro, secondo la richiesta avanzata dal sindaco Rosa Russo Iervolino. Armatori, albergatori e tessili, queste le tre categorie in pole position per rispondere allaccorato appello delle istituzioni. Imprenditori privati del calibro di Laura Cafiero, Teresa Naldi, lo stesso presidente degli industriali, Gianni Lettieri sono i principali protagonisti delloperazione salvataggio. Non è escluso che ne seguiranno altri. Anche qualcuno tipo mister Geox, Mario Moretti Polegato, perché no? «Sul teatro San Carlo stiamo lavorando. Non è facile perché qui non ci sono risorse come a Milano. A breve però ci saranno buoni risultati», ha assicurato Lettieri, rispondendo ieri alla domanda di un giornalista durante la conferenza stampa alla presenza del numero uno di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. I privati hanno chiesto lingresso nel consiglio di amministrazione di un loro rappresentante, Aurelio Fedele, esperto di gestione aziendale, l"uomo dei conti", insomma la persona giusta dicono i bene informati dellUnione industriali. «È quello che ci vuole - si dice nei corridoi - non pensiamo certo di usare il foyer del San Carlo come sala di matrimoni, ma una strategia per un utilizzo produttivo bisognerà disegnarla». Hanno già chiesto e ottenuto di far fare la due diligence, cioè lesame dei bilanci, da un loro esperto. Il sindaco parlerà della vicenda al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un incontro previsto per domani al Quirinale, in cui sarà accompagnata da Fulvio Tessitore, vicepresidente del lirico. «Non vorrei fare la figura di chi scarica i problemi su Napolitano - spiega Iervolino - ma mi sembrerebbe assurdo, con un presidente della Repubblica non solo napoletano, ma così attento ai problemi della città, non parlargli di un momento di crisi, per avere consigli, per avere sostegno morale. In quella sede - aggiunge, a margine di un incontro con il ministro Melandri, al Caffè Gambrinus - risponderò a tutte le cose che il presidente della Repubblica mi chiederà». Sì allingresso di privati nella gestione del San Carlo, ma a condizione che si modifichino gli attuali assetti della dirigenza. È la posizione di Amedeo Laboccetta, dirigente nazionale di Alleanza Nazionale, sulla crisi del teatro partenopeo. «Sono lieto se effettivamente imprenditori privati - dichiara Laboccetta - vorranno concretamente impegnarsi per salvare il San Carlo dal sicuro fallimento, figlio di una gestione sciagurata. Ma al tempo stesso mi auguro che il sindaco Iervolino, nella sua qualità di presidente della Fondazione San Carlo, la smetta di difendere loperato di una dirigenza che ha provocato una situazione di tali dimensioni. Cè il rischio che si continuino a bruciare cifre pesanti». (p.c.)
NAPOLI. San Carlo, pronta la cordata
Il teatro San Carlo di Napoli è in crisi finanziaria e il sindaco Rosa Russo Iervolino sta cercando di trovare un salvataggio. Un gruppo di imprenditori, tra cui Laura Cafiero, Teresa Naldi e Gianni Lettieri, si sta preparando a finanziare il teatro con 3 milioni di euro. I privati hanno chiesto di entrare nel consiglio di amministrazione e di avere un rappresentante esperto di gestione aziendale. Il sindaco Iervolino parlerà della vicenda al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e ha assicurato che i privati saranno coinvolti nella gestione del teatro.
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