È vero, qualcuno potrebbe obbiettare che fino a questo momento sul centro storico si è discusso molto e si è agito poco. Non mi sottraggo alla critica, anche se la questione, che sarei tentato di scrivere con la maiuscola, attiene al dna della nostra città e deve investire, deve riguardare formazioni sociali e culturali che non si esauriscono nellambito ristretto dellamministrazione comunale. Un passo significativo, in questo senso, è stato già compiuto con la società Sirena che vede insieme Comune, Regione, Camera di commercio, Associazione dei costruttori edili napoletani e degli industriali. Lesperienza, che qualcuno ha criticato, resta per me valida, al punto tale che in Cina è stata recepita in toto conseguendo risultati apprezzati dalla comunità cinese. Magari potrà essere migliorata in un contesto più organico di interventi coordinati nel sistema dei progetti di valorizzazione, ma questa strada, ritengo, sia la più efficace per mettere mano a un intervento che parta da un progetto condiviso. Penso, ad esempio, a una collaborazione tra università e Comune per soddisfare esigenze di recettività di studenti fuori sede, destinando immobili a residenze universitarie; ne deriverebbe un potenziamento delle attrattive dei nostri atenei, la realizzazione di una "mixitè" sociale, con una ricaduta positiva sullintera economia "del vicolo". È di certo rilevante listituzione del "Master in progettazione di eccellenza per la città storica" organizzato dalla Facoltà di Architettura dellateneo federiciano. Altro protagonista del progetto di riqualificazione è la Curia, per la sensibilità attenta ai problemi cittadini che dimostra. La ricerca condotta dal Dipartimento di Ingegneria edile della Federico II ha rilevato la presenza di numerose chiese chiuse al culto che potrebbero essere oggetto di intese tra Comune e Curia arcivescovile, per regolarne la destinazione a fini sociali e culturali. Leffettiva valorizzazione di questo patrimonio è strettamente connessa, tuttavia, ancora a due fattori primari: la sicurezza e la mobilità. La prima esigenza è fortemente avvertita ed è condizione essenziale, direi pre condizione, per qualunque intervento; lattenzione alla soluzione dei problemi di mobilità è una componente decisiva perché gli interventi raggiungano il risultato della riqualificazione socio urbanistica del contesto nel quale sono calati. La scelta della intesa interistituzionale, ancora una volta, garantisce risultati di vivibilità per gli abitanti e ribadisce la centralità del ruolo del centro storico, che vede in questa maniera potenziata la sua funzione di attrattore del turismo culturale. Non meno importante è lincentivazione fiscale per chi risiede o investe nel centro storico, scelta che è alla base del cosiddetto emendamento Ossorio che prevede listituzione di "zona franca". Alla "fiscalità di vantaggio", poi, occorrerà necessariamente unire ulteriori risorse provenienti dal coinvolgimento pubblico-privato: project financing, società miste e società di trasformazione urbana. È auspicabile, inoltre, che la programmazione dei fondi Ue 20072013 riconosca priorità alla valorizzazione dei siti Unesco patrimonio mondiale della umanità. Lobiettivo dellamministrazione comunale è di arrivare a una sintesi unitaria degli interventi di riqualificazione e di farlo attraverso il massimo coinvolgimento delle formazioni sociali e produttive, delle competenze e delle professionalità esistenti in città. Un percorso che promuoveremo sin dai prossimi giorni e che guiderà le nostre scelte. Lautore è assessore comunale al centro storico