LINTERVISTA Il presidente replica ad Asor Rosa: alleati contro chi vuole le villette, ma sosteniamo i Comuni la cava Se non deturpa si fa. Se è un problema, deciderà la commissione regionale elitari Martini così definisce quanti non vorrebbero lo sviluppo di attività produttive tav e corridoio Pressing quotidiano sul governo: vanno fatti Parlare di Aurelia vuol dire non fare niente rifondazione Chiedo al Prc e alla maggioranza di verificare laccordo sulle questioni chiave Nel piano di indirizzo territoriale la Regione traccia degli orientamenti su cui devono coincidere i piani dei Comuni che restano sovrani. Che cosa le fa credere che di fronte alla pressione di forti interessi un piccolo comune possa difendere lambiente e non cedere alle sirene degli oneri di urbanizzazione? «Perché, prima erano rosa e fiori? Le ricordo le campagne dellEspresso contro gli scempi dietro i quali doveva esserci il controllo di qualche ufficio ministeriale o di una soprintendenza. I guasti di cui si parla saranno una decina e tutti provengono da prima che entrasse in vigore la legge 5 del 2000 poi diventata la legge 1 del 2005: stabilisce un rapporto di approvazione tra il piano strutturale di un comune e la negoziazione in sede provinciale e regionale». Insisto: come bloccherete un Comune cattivo? «Da quando Asor Rosa scrisse il primo articolo sulla Val dOrcia, 5 mesi fa, viene ripetuto sempre lo stesso argomento. Mi auguro che non si voglia sostenere che in Val dOrcia non debbano esserci attività produttive...» Adesso che cè la legge 1, niente impedisce a un sindaco di proporre il trasferimento di una cava, con tanti saluti alla tutela dellimpatto ambientale. «LUnesco definì la Val dOrcia patrimonio del mondo anche in presenza della cava, il cotto toscano fa parte della nostra storia. Quella cava cambierà il profilo del paesaggio? Se no, perché non farla? Se sì, sarà la commissione regionale a giudicare e a stabilire i termini del problema. Serve la migliore tutela possibile ma serve anche far vivere il territorio, evitare che la val dOrcia e lAmiata si spopolino. Non ci sto a stare o di qua o di là. Se Asor Rosa fosse diventato ministro che avrebbe fatto? Forse come Rutelli a Monticchiello». Presidente, il valore aggiunto della bellezza del paesaggio toscano sta diventando il valore aggiunto delle immobiliari. «Sì. Condivido la campagna di Asor Rosa contro laggressione della rendita. Ma se il rischio esiste, non si può denunciare la fragilità dei Comuni e levar loro di mano la gestione di questi problemi. Al contrario: vanno aiutati e sostenuti nella loro richiesta allo Stato di avere più finanziamenti. Non devono essere delegittimati dagli intellettuali. Noi, a chi propone di costruire villette, alla rendita opponiamo un no deciso e sosteniamo la necessità di uneconomia più dinamica fondata sullagricoltura, lambiente, il turismo, unindustria sostenibile». Insomma, se viene un gruppo che propone di "arricchire" il territorio voi che farete? «Se è un gruppo serio e fa proposte serie, perché non dovremmo discuterle? Attenti alle visioni elitarie. Un territorio dinamico si difende meglio di un territorio ridotto a cartolina». Presidente, lIrpet parla di ripresa in Toscana piccola, piccola. «Cè del vero. Le novità in Toscana non riguardano lorganizzazione aziendale ma piuttosto lofferta di nuovi prodotti. Per questo le questioni di riorganizzazione dellapparato produttivo sono in agenda: infrastrutture, servizi pubblici, grandi servizi aeroportuali e portuali. Il 2007 è lanno cruciale della legislatura. Dal mondo delle imprese arriva la richiesta di intervento sui fattori della produzione. Ma non è che qualcuno chiede e laltro risponde: pubblico e privato si debbono incontrare». Ma il tunnel tav si farà o no? Lei scrive a Prodi, ma cantieri niente. «Temo la vischiosità del meccanismo burocratico. Il governo ha dovuto fare il censimento delle opere e scoprire che non cera una lira. Adesso però è lora delle decisioni. Fare lalta velocità è esigenza nazionale e regionale, cè una gara, regolare, decidano e assegnino i lavori. Faccio pressing quotidiano sul governo». E sul corridoio tirrenico? «Ho invitato la Sat a illustrarmi il progetto a costo zero per lo Stato. Voglio vedere che cosè. Se funziona, andrà dal governo e dirò: allora si parte? Cè in gioco anche il futuro del porto di Livorno e di Piombino con le sue acciaierie». Ma perché si continua a restare fermi? «Non amo dietrologie. Ma penso che sulla Tav serva di rimettere in moto un meccanismo inceppato. Sulla tirrenica, che abbia pesato quella cultura radical chic che contrappone tutela e sviluppo. Vede: Amato ha espresso dei dubbi e subito questo mondo di Capalbio e dintorni ha esultato dicendo addio allautostrada, viva la messa in sicurezza dellAurelia. Interessa anche a me la messa in sicurezza: ci sono 500 incroci a raso tra Pescia Fiorentina e Grosseto. Ma se non ci sono i 600 milioni di euro per partecipare alla costruzione dellautostrada, come si può pensare che ci siano i 2.300 che servono per lAurelia? I conti non tornano. I vacanzieri esultano perché parlare di messa in sicurezza oggi significa non fare né lautostrada né la sistemazione dellAurelia». Rifondazione entra o no? «Segnali positivi: il voto sul piano energetico, lapprezzamento per le attività culturali. A giorni chiamerò tutte le forze della maggioranza e Rifondazione a un confronto sulle quattro cose più complesse per vedere se cè condivisione: infrastrutture, rifiuti, servizi pubblici, energia». Qualcuno dice: Martini vuole dinamizzare la regione e apre a una forza che è catalogata come sinistra radicale con forte impianto statalista. Non le sembra una contraddizione? «No, perché tutte le risorse debbono essere mobilitate intorno al Piano regionale di sviluppo. Non credo che un tale lavoro sia riservato solo ai fedelissimi. Ma vorrei aggiungere una cosa su Rifondazione: qualcuno parla di scontro irrimediabile tra riformismo e radicalismo intendendo dimostrare che, essendo impossibile la loro conciliazione, la stessa base politica del governo nazionale è insussistente. Il mio contributo vuole essere di ben altro tipo: riformismo e radicalismo (espressioni che non adoro) possono convivere su idee forti e evolute. Se lo facciamo in Toscana, daremo una speranza in più anche al governo nazionale».
"Toscana non è una cartolina rendita no, sviluppo sì"
Il presidente della Regione Toscana, Martini, replica alle critiche di Asor Rosa, che ha scritto un articolo sulla Val dOrcia e sulla necessità di difendere lambiente e la tutela del paesaggio. Martini sostiene che la legge 1 del 2005 stabilisce un rapporto di approvazione tra il piano strutturale di un comune e la negoziazione in sede provinciale e regionale, e che i Comuni devono essere sostenuti nella loro richiesta allo Stato di avere più finanziamenti. Martini critica la posizione di Asor Rosa, che sostiene che i Comuni devono difendere lambiente e non cedere alle sirene degli oneri di urbanizzazione.
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