Costruire un nuovo teatro dopera oltre la cintura della tangenziale, dotato di moderne tecnologie e in grado di ospitare 1.600 o 2.000 spettatori, è un sogno antico: se ne parla da ventanni. Lamministrazione Vitali esaminò la possibilità di costruire unarena estiva proprio nellarea del Caab. Non se ne fece nulla. Lidea è riaffiorata in questi giorni, al centro di un inedito e appassionato «teatroblog», un forum online avviato e alimentato da Giorgio Festi, già sovrintendente del Teatro Comunale fino al 1984. Lidea di un «nuovo» Comunale, un Arcimboldi bolognese o meglio ancora una Bicocca, ha coinvolto fino ad ora (ma è tuttaltro che esaurito) anche Loris Azzaroni, già direttore artistico del Comunale, oggi dellAccademia Filarmonica, Valerio Tura, già dirigente del Comunale e oggi administrateur artistique del teatro La Monnaie di Bruxelles, il baritono Claudio Desderi, che fu anche nominato sovrintendente del Massimo di Palermo. Cosa sia possibile o si debba fare per affrontare la crisi del Teatro Comunale di Bologna è il tema davvio. Per aumentare recite e pubblico, ha scritto Festi, occorrerebbe un teatro dotato di tre palcoscenici girevoli, comè in uso in tutti i teatri moderni. Poiché non si può intervenire su un edificio storico qual è il Comunale (ma si può però realizzare una sala prove negli spazi di via del Guasto: anche questo antico sogno), bisogna pensare di costruire ex novo un teatro di 1.600 posti. In realtà, ha obiettato Desderi, si può intervenire anche in un teatro storico, comè accaduto a Wiesbaden. Una ulteriore struttura di circa 1800-2000 posti, argomenta Tura, vicina alla tangenziale, garantirebbe complessivamente da 2.800 a 3.000 posti, 200-250 recite lanno e 300mila spettatori paganti lanno. Fantaspettacolo? Tutte le città che hanno raddoppiato il loro teatro dopera hanno aumentato gli spettatori: Parigi, Roma e Milano, Valencia e Siviglia... Bologna, che non è Parigi, e nemmeno Roma e Milano, potrebbe attingere a un bacino regionale e extraregionale. (b. t.)