ROMA La speranza è il Rinascimento dell'architettura. E di conseguenza città costellate di palazzi pubblici, di private abitazioni progettate da bravi architetti. Edifici di qualità, belli da vedere, piacevoli da abitare. Sono queste le intenzioni del disegno di legge sulla qualità architettonica ed è la prima volta che accade in Italia varato da palazzo Chigi su proposta del ministro per i beni e le attività culturali Giuliano Urbani. E' un'idea nata nel periodo in cui Giovanna Melandri guidava il dicastero di via del Collegio Romano. Oggi e stata approfondita, sviluppata, per lasciare un segno nel paese. E la qualità questa volta sarà certificata. Non sarà un bollino come quello che troviamo sulla frutta o sui vini d'origine controllata ma in qualche modo gli somiglia. Sarà modificata la legge sul diritto d'autore ed anche edifici da poco costruiti potranno essere dichiarati «di particolare valore artistico», usufruire di protezione e in caso di restauri di agevolazioni fiscali. Oggi diventano vincolati tutti gli edifici che superano i cinquant'anni di vita, gli viene automaticamente riconosciuto un «valore». Ma l'Auditorium di Renzo Piano, il museo che Mario Botta ha costruito a Rovereto, o il celebre Pirellone dì Milano, possono essere abbattuti, trasformati senza troppi problemi. Domani non sarà più cosi se su questi edifici comparirà una targa il bollinocon l'indicazione del nome del progettista, del committente dell'esecutore dell'opera. II «bollino» è rilasciato con decreto ministeriale ma l'iter burocratico, la certificazione, spetterà alla direzione per le arti e le architetture contemporanee, il cui acronimo è Dare, che è guidata da Pio Baldi. La Dare è il vero snodo di questo progetto: ha il compito di facilitare i concorsi di idee e di progetti. Un esempio: se un piccolo comune vuoi far costruire la nuova scuola attraverso un concorso nazionale o internazionale potrà rivolgersi alla Dare o alla fondazione che ancora deve essere costituita di cui farà parte anche il ministero per i lavori pubblici. Per aiutare questi concorsi indetti da amministrazioni pubbliche nonché da committenti privati sono stati stanziati otto milioni di euro. Con questo fondo inoltre si spingerà l'architettura collaborando con le università, istituendo centri regionali di architettura e urbanistica. Non è però obbligatorio indire dei concorsi. Le amministrazioni e i costruttori potranno continuare a lavorare seguendo le solite norme che su altri fronti, ad ogni modo, sono state cambiate proprio ieri con decreto. E' stata modificata la legge Merloni. I soprintendenti da ieri hanno più spazio in materia dì restauri, possono intervenire senza pubbliche gare d'appalto, affidare delicati lavori più facilmente. Urbani è certo che sì spenderanno tutti i finanziamenti. Ne è convinto, così come pensa a un futuro dove il vincolo non sarà dato dalla vecchiaia ma dalla qualità. E' un suo pensiero, non è nel disegno di legge che approda in parlamento.