Un viaggio nelle corti rinascimentali attraverso l'opera artistica di Piero della Francesca. Arezzo, Monterchi e Sansepolcro dedicano ai maestro un articolato allestimento che dal 31 marzo al 22 luglio si snoda attraverso la Vai Tiberina. La prima rassegna monografica sulla produzione del pittore di Sansepolcro, intitolata "Piero della Francesca e le corti italiane", ospita oltre cento opere, capolavori del maestro e di artisti che in quegli anni lo hanno influenzato o che da lui hanno attinto, come Melozzo da Forlì, Jacopo Bellini, Leon Battista Alberti, Pisanello, Fra Carnevale, Domenico Veneziano, Bono da Ferrara, Pietro Perugino, Luca Signorelli, Antoniazzo Romano. Mentre saranno 7, forse 9 delle complessive 22 opere catalogate, quelle presenti nell'esposizione. «Questo appuntamento riguarda un maestro che ha avvicinato all'amore per l'arte intere generazioni commenta durante la presentazione romana, il ministro per i Beni e le attività culturali, Francesco Rutelli e che, con le sue opere, ha attratto in Italia turisti, intellettuali, studiosi e semplici appassionati». Riscoprire l'intero territorio della Val Tiberina è uno degli intenti della mostra e non solo per il tempo della sua durata, quattro mesi. «Questa rassegna prosegue Rutelli è anche una conferma del nostro impegno perché in Italia si faccia strada un turismo culturale rivolto non solo alle grandi città d'arte». Incentrata sul rapporto tra l'artista e le corti influenzate dalle sue opere, la mostra monografica riunisce nel Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna di Arezzo dipinti, codici, disegni, ori, medaglie, sculture e bronzi provenienti da collezioni internazionali. Le opere raccolte di Piero della Francesca e di artisti a lui contemporanei disegnano i tratti salienti della permanenza del maestro in ogni corte. Presenti nell'appuntamento espositivo prestiti come la "Madonna di Senigallia", il "Dittico dei Duchi d'Urbino", il "Ritratto di Sigismondo Malatesta", "San Gerolamo ed un devoto", "Madonna con bambino" (detta Madonna di Villamarina). «Piero della Francesca è stato un autore molto prolifico spiega Carlo Bertelli, curatore della mostra insieme ad Antonio Paolucci ma purtroppo della sua produzione è rimasto poco. Sono 22 le opere a firma del maestro catalogate, tra cui molti affreschi inamovibili». E il professor Paolucci aggiunge: «Le opere di Piero della Francesca presenti saranno 7, forse 9, pari alla metà del suo catalogo mobile. Però la mostra comprende altre 80 opere. Non ci sarà "La Flagellazione", ma abbiamo la "Madonna di Senigallia", punto più alto dell'arte italiana e fiamminga insieme». Itinerante come Piero della Francesca, lo è anche il percorso della rassegna che mostrerà ai visitatori le sue origini accompagnandoli nelle sue terre, attraverso la valle superiore del Tevere. «Da Arezzo a Monterchi fino a Sansepolcro sottolinea il presidente della Provincia di Arezzo, Vincenzo Ceccarelli sarà una mostra ma anche un percorso per vedere gli scorci ed i colori che hanno ispirato Piero della Francesca». Costo dell'evento, 1 milione ed 800mila euro.