Ieri mattina al Giardino Inglese c'erano il sindaco, il codazzo dei suoi consulenti e collaboratori, il direttore della sovrintendenza, le statue restaurate e quaranta gradi. Ma nonostante un sole feroce, il Comune ha celebrato la consegna del parco statuario della villa storica e della casa del custode. Il Giardino Inglese è il simbolo degli appalti Onu. Nove progetti avviati dall'amministrazione Orlando e su cui la gestione Cammarata ha dirottato i residui dei fondi Onu. Le somme, cioè, che sono rimaste dai vecchi finanziamenti per il vertice delle Nazioni Unite. La prefettura, tesoriera delle somme, ha indicato il Comune per l'appalto di queste opere. E i fondi sono serviti a tirare a lucido alcuni angoli della città. Ecco i cantieri, tutti al traguardo. Al teatro Massimo sono stati spesi 105.400 euro per l'atrio e 32.620 euro per un impianto di climatizzazione del coro, opera provvisoria in attesa di un più grande appalto con i fondi di Agenda 2000. Il Comune ha anche finito un restauro parziale di Palazzo Bonagia, con 298.493 euro. Al Giardino Inglese sono state restaurate la casa del custode con 376.500, e le statue con 142.600 euro. Villa Trabia ha ospitato il cantiere per un intervento analogo con 868.940 euro. Sono stati recuperati anche gli obelischi del Foro Italico con 181.284, l'ingresso di Porta Carini con 821.100. Le somme spese complessivamente ammontano a tre milioni e settecentomila euro. E comprendono anche il tribolato appalto del prato del Foro Italico, opera che doveva essere pronta per la conferenza Onu. Ma che ancora è una distesa di sterpaglie. Ieri comunque, sono state scoperte le statue al Giardino Inglese. Parco che si ispira ai canoni della tradizione anglosassone, realizzato tra il 1850 ed il 1853 su disegno di Giovan Battista Filippo Basile. Il progetto architettonico sfruttò ed giocò con le caratteristiche orografiche del terreno, articolandosi in percorsi con andamenti sinuosi e piccoli manufatti all'interno: padiglioni, fontane, statue, busti, cippi commemorativi, una serra ed una voliera. In tutto sono 31 le sculture di maestri siciliani appena riprese: da Benedetto Civiletti a Mario Rutelli, da Antonio Ugo a Ettore Ximenes. Sono stati ritrovati e ricollocati con opera da «chirurgia plastica»decine di frammenti di statue, come la mano della Piccola Vedetta Lombarda, vicina all'ingresso di via Libertà. Ritocchi anche per una vasca che, tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, veniva utilizzata per l'accumulo dell'acqua e che poi, negli anni Sessanta, era sta soprelevata con un cordolo in cemento armato di un metro e mezzo. Il cordolo, adesso, è stato rimosso. La vasca, riportata alla sua altezza originaria, è stata trasformata in una fontana con pesci e piante acquatiche. In programma anche una collaborazione tra il Comune e la Sovrintendenza per riprendere la pavimentazione e realizzare una nuova area per il bar. Ma questo attiene al futuro prossimo.