Alla notizia, rimbalzata qualche giorno fa, della prossima vendita di un importante nucleo di arte moderna e contemporanea formato dall'imprenditore Riccardo Tettamanti, ha fatto eco quella dell'incanto che in marzo vedrà protagonista un'altrettanto prestigiosa raccolta "made in Italy" di opere antiche: quella costituita dall'industriale e compositore Alberto Bruni Tedeschi Entrambi erano collezionisti nel senso più autentico del termine. Minimo comun denominatore, il fatto che il palcoscenico delle due manifestazioni sarà Londra, dove l'una sarà curata da Christie's, l'altra da Sotheby's. «Questa astacommenta Mario Tavella, vicepresidente di Sotheby's Europaavviene a più di dieci anni dalla morte di Alberto Bruni Tedeschi ed è legata alla recente scomparsa del figlio Virginio: la mamma e le due sorelle, Valeria, attrice e regista, e Carla, modella e cantautrice, hanno deciso di creare una fondazione a suo nome e parte dei proventi andranno a finanziare ricerche in campo medico». Un incanto suddiviso in 350 lotti, con una stima complessiva tra 6 e 9 milioni di euro. Ma perché non vendere in Italia? «Per non fare torto né al Paese d'origine né alla Francia dove i Bruni Tedeschi si erano trasferiti negli "anni di piombo" dopo aver ricevuto minacce precisa Mario Tavella è stato scelto un terreno neutrale». Per certo, però, il mercato dell'arte italiano, da sempre-accu-sato di provincialismo e ritenuto asfittico, avrebbe avuto un note vo-le impulso da questo affidamento, così come da quello relativo alla collezione Tettamanti, valutata 12 milioni di euro. Così come avrebbe ricevuto un'iniezione, non solo di fiducia, dalla vendita di mobili, dipinti e oggetti d'arte antichi della raccolta Rizzoli Carxaro, battuti in dicembre dalla Christie's di Londra per 3 milioni di sterline. Per quale motivo si privilegia l'estero e come è possibile se nel nostro Paese esistono misure restrittive, in particolare occorre un'autorizzazione per «le cose che non siano opere di autore vivente 0 la cui esecuzione risalga a oltre 50 anni, mentre l'uscita del bene è libera se si tratta di opere di autore vivente o la cui esecuzione sia inferiore ai 50 anni»? Da noi, si rilevano illustri precedenti. Tra tutti, quello relativo alla collezione Rossi, un unicum di rari oggetti d'arte e d'anti-quariato che nel '99 è affluita all'estero «a piccole dosi», nel senso che, suddivisa in nuclei di pochi esemplari, di volta in volta sottoposti a una Soprintendenza diversa, è stata proposta nella sua integrità a Londra, dove ottenne risultati eclatanti. «La scena del mercato si sposta sempre di più all'estero commenta Alessandro Porro, responsabile del reparto Arte moderna e contemporanea di Porro Art ConsultIng (società che fa parte del circuito International Auctioneers e nell'ottobre 2006 si è occupata dei dipinti '800 della Rizzoli Carraro ricavandone poco più di mezzo milione di euro) , le piazze straniere rappresentano una fantastica cassa di risonanza e diventa più facile ottenere prezzi più sostanziosi: è quanto del resto accade per gli espressionisti tedeschi e per i dipinti austriaci del '900 che vengono esportati dalla Germania e dall'Austria e riescono a ottenere quotazioni rilevantissime». Il fatto è che Londra funziona da ponte, come puntualizza Sonia Farsetti, dell'omonima casa d'aste di Prato e presidente dell'Associazione nazionale delle case d'asta in Italia. «Si tratta soprattutto di un fattore psicologico: fa scena raccontare di aver acquistato sulle rive del Tamigi un Fontana per 3oomila euro; e pensare che lo avrebbero potuto comperare in Italia per un prezzo molto inferiore. Sono anche queste le motivazioni che stanno alla base del successo delle Italian Sale londinesi».
Tesori di famiglia da esportazione
In Italia, le vendite di opere d'arte antiche e moderne sono limitate, a causa di misure restrittive. In contrasto, il mercato dell'arte è più aperto all'estero, in particolare a Londra, dove le case d'aste come Christie's e Sotheby's organizzano vendite di collezioni prestigiose. Questo è dovuto a fattori psicologici, come la percezione di avere acquistato un'opera d'arte di alta qualità a un prezzo più alto rispetto a quello che potrebbe essere pagato in Italia. Inoltre, le piazze straniere rappresentano una cassa di risonanza per le opere d'arte, che possono ottenere prezzi più sostanziosi.
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