LA STRUTTURA SARÀ LA PIÙ IMPORTANTE D'ITALIA E SORGERÀ LUNGO LA FIRENZE-MARE ALL'ALTEZZA DI CAPANNORI La Toscana sarà la custode del museo archeologico più grande è più importante di tutto lo "stivale", che sorgerà in corrispondenza del casello autostradale Frizzone-Capannori, lungo la Firenze-mare. Le coordinate sono state date all' Adnkronos cultura" dall'archeologo Michelangelo Zecchini, che lavora, dal giugno del 2006, agli scavi nella zona condotti dalla sovrintendenza archeologica della Toscana, sotto la direzione di Giulio Ciampoltrini. Tutto ha avuto inizio dal sensazionale ritrovamento di uno scheletro di un bambino di epoca romana in occasione dei sondaggi avviati in vista dei lavori autostradali proprio lungo quel tratto della Firenze-mare e che lasciò gli archeologi senza fiato. Oggi, gli scheletri di bambini sono "sestuplicati" e quello che è stato rinvenuto con loro rappresenta una scoperta così importante da essere ritenuta intoccabile. Un patrimonio da tutelare: ecco quindi qual è stato il movente per un nuovo museo in questo tratto di strada quasi inconsueto per una simile struttura, che sarà costruita sotto il livello autostradale. Una grande area sacrale con tre templi, uno ligneo e due di pietra, è il. tesoro che gli scavi hanno riportato alla luce,' sebbene parzialmente. In questa grande zona sacra venivano praticati riti bacchici: a far comprendere agli archeologi la destinazione della zona, il rinvenimento di fosse cultuali rivestite in legno di quercia, di centinaia di anfore e vasellame per contenere il vino (una di queste fosse, di poco più di sei metri quadrati, ha restituito una tonnellata di anfore), il più grande calcatorium mai ritrovato in Italia (una vasca per la produzione del vino rituale, una sorta di fonte sacra dalla quale attingevano i presenti usando i recipienti dell'epoca) e, infine, una splendida terracotta architettonica decorata con la figura di Bacco a cavallo di un delfino. «Questa rappresentazione di Bacco, che tiene in mano la cetra, riconduce al celebre mito di Dioniso e i pirati - ha spiegato Michelangelo Zecchini - secondo il quale Dioniso, rapito dai pirati, si divertì a usare i suoi poteri divini trasformando l'albero maestro della nave in una vite e i pirati in delfini. Finì poi per cavalcarli mentre, accompagnandosi con la cetra, intonava il canto di vittoria». L'importante museo avrà tutte le sembianze di una zona in onore del dio Bacco e ai misteriosi riti a lui dedicati. «Uno degli autori che ci fornisce qualche notizia riguardo questi riti è Tito Livio - ha aggiunto l'archeologo Zecchini - riportando di un console che raccoglie le confidenze di una schiava iniziata al culto, la quale racconta di processioni di invasati durante le quali si compivano atti senza freno e orgiastici». Quel poco che si sa dei riti bacchici, non aiuta a capire la presenza degli scheletri di bambini, «è ho modo di ritenete che ne troveremo anche degli altri», ha sottolineato Zecchini. Infatti, sul lato occidentale del tempio di pietra sono stati rinvenuti i resti di quattro neonati, tutti di età inferiore a sei mesi; uno è stato rinvenuto ai piedi della vasca rituale, posizione che fa pensare a un'offerta al dio; un altro ai piedi di un'enorme vite ancora intatta, nonostante i suoi 2.100 anni. «Potrebbe trattarsi di sepolture rituali o di sacrifici umani in onore di Bacco - ha spiegato l'archeologo Zecchini - ma la religione romana rifuggiva dalla pratica del sacrificio umano, se non in occasione delle guerre, per cui a mio avviso, si tratta semplicemente di un'offerta al dio di bimbi già morti per cause naturali. Una sorta di offerta propiziatoria affinché potessero avere, nell'aldilà, una vita migliore di quella terrena». Per quanto riguarda i templi rinvenuti, senza dubbio è il tempio di quercia, datato al 200 a.C. e perfettamente conservato, a rappresentare la scoperta più importante, «anche se non lo abbiamo scavato completamente, -per proteggere il legno dagli effetti del tempo e delle gelate - ha precisato Zecchini - Si tratta di un ritrovamento eccezionale anche perché, nel sedimento al suo interno, si sono conservate perfino le mosche e i coleotteri del tempo e vari tipi di semi». I lavori riprenderanno appena passato il rischio delle gelate che comprometterebbero la conservazione delle strutture lignee, intanto si continua a lavorare al progetto del museo sotterraneo che sarà possibile anche grazie al contributo della società Autostrade.