È una villa-museo. Ma è nata come residence. Ovvero una cittadella allinterno della città. Perché fin da quando i Torlonia, alla fine del Settecento, sono diventati proprietari del complesso sulla via Nomentana allo stato di vigna con casino, non hanno avuto dubbi; lì doveva sorgere una città giardino. E tutto è cominciato con il Palazzo costruito entro il 1806 secondo un progetto di Giuseppe Valadier, che sarebbe stato modificato tra il 1832 e il 1846 da Giovan Battista Caretti, con la grandiosa scalinata daccesso e il fastoso salone da ballo. E gli hanno fatto corona i due Obelischi di granito di Baveno, la cui erezione nel 1842 fece epoca, tanto che è doveroso rievocare come, costruiti a imitazione degli egizi, essi vennero trasportati a Roma dal lago Maggiore per via dacqua, per fiume fino alle foci del Po, per mare con il periplo della penisola, fino a risalire il corso dellAniene, e quindi fino alla villa in un trasporto via terra di 8 giorni. Finché, il 4 giugno e il 26 luglio, vennero innalzati alla presenza del papa Gregorio XVI e del re Luigi I di Baviera in una grandiosa festa aperta al pubblico, tra fuochi dartificio, mortaretti, musiche e "sbevazzata", come ricorda il Belli in una lettera. E sulla destra del palazzo ecco sorgere il Casino dei principi con le splendide decorazioni della sala da pranzo al piano nobile, i pavimenti a mosaico della sala da pranzo e della. Sulla sinistra, la Capanna Svizzera costruita da Giuseppe Iappelli tra il 1840 e il 1842 e poi trasformata da Vincenzo Fasolo e Duilio Cambellotti nella Casina delle Civette, con le vetrate liberty preziose di porte e finestre realizzate tra il 1908 ed il 1930 da Cesare Picchiani. Più arretrato, ecco poi il Teatro, opera di Quintiliano Raimondi. Di fronte allingresso del teatro, su uno spiazzo erboso, viene eretta la Colonna onoraria e, più arretrate ancora, la grandiosa Serra Moresca e la Torre Moresca con tre ambienti disposti su tre piani a costituire un miniappartamento con cucina, sala da pranzo e stanzino. E quindi il Villino medievale, costruito nel 1909, destinato a diventare ludoteca, e la Limonaia, rivisitata infine come Caffetteria. La villa dal 1929 al 1943 fu, comè noto, residenza di Mussolini e famiglia, ospite dei Torlonia, anche se con il simbolico affitto di una lira. Sotto il salone da ballo, allo scoppio della Seconda guerra mondiale, Mussolini si fece costruire un rifugio antiaereo e antigas: una città nella città, ora percorribile nel corso di visite guidate.