A febbraio via al cantiere: entro il 2008 verranno rimessi in funzione il Teatro e la Serra moresca. Nel verde, un museo di Neoclassicismo e Novecento Nei depositi delle scene sotto il palco creato uno spazio per le esposizioni Oltre il proscenio sarà costruita una caffetteria tra piante esotiche e lucernari hi-tech Villa Torlonia, lo spettacolo ha inizio. È partito il conto alla rovescia per il restauro e la riapertura, entro il 2008, del grande e malandato Teatro nel parco; ma anche della piccola, deliziosa, fatiscente Serra Moresca. A febbraio inizia il completamento della messa a punto (e a norma) degli ultimi due edifici di un complesso che, negli ultimi anni, sta trasformando la principesca e verdissima dimora costruita sulla Nomentana a partire dagli albori del XIX secolo - ma affidata per decenni al degrado e ai vandali - in un articolato e variegato museo del Neoclassicismo e dellEclettismo. In questi giorni è arrivato infatti in Campidoglio il parere favorevole delle commissioni (composte da architetti, ingegneri, storici dellarte) che hanno valutato la gara tra le imprese edili. Manca ora solo lok del segretariato comunale (previsto per questa settimana) che, salvo sorprese, aggiudicherà i lavori alla ditta vincitrice: unimpresa romana specializzata in restauro e già impegnata nella Capitale; tra laltro, in uno dei vari cantieri di restauro a villa Torlonia. Espletate le ultime formalità, a metà febbraio verranno issati i ponteggi. Finanziati con 5 milioni e mezzo del Campidoglio e 2 e mezzo della Pirelli Cultura spa (per la Serra ce ne vogliono un po più di 4, tutti erogati dalle casse comunali), i lavori saranno presumibilmente portati a termine entro lanno prossimo. Giusto in tempo per i festeggiamenti del trentennale dellacquisto (1978) da parte della Città della magnifica e malatissima villa, abbandonata a due passi da Porta Pia. Capomastri e maestri restauratori non partiranno però da zero. Negli ultimi due anni - da quando cioè Tronchetti Provera sè aggiudicato la gara europea per la gestione del Teatro, che terrà per sei anni - interventi di consolidamento e pulitura sono stati eseguiti sull80 per cento delle superfici affrescate che ornano Salottino, Foyer, Grande e Piccola galleria, o le pareti del palcoscenico dove nel 1845 Costantino Brumidi dipinse spettatori affacciati ai palchetti, prima di andarsene a far fortuna a Washington (sua la decorazione del Campidoglio). Tra un anno, insomma, sotto le volte affrescate e davanti alle scenografie, torneranno ad accendersi le luci della ribalta. E Villa Torlonia, il parco che negli ultimi anni sta contendendo alla Borghese la palma di perla verde e darte della città, potrà aggiungere un palcoscenico alla proposta culturale del luogo, ricco fino a oggi della raccolte di vetrate artistiche nella Casina delle Civette, di quadri e documenti della Scuola Romana nel Casino dei Principi e nel Casino Nobile, dove cè in mostra la scultura antica, quella di Canova e di Thorvaldsen (campioni del Neoclassicismo), ciò che resta del mobilio dei principi, ma anche la storia stessa della villa: dalla costruzione, allarrivo di Mussolini, alla permanenza delle truppe americane. Dalle terrazze del Villino Medievale, che ospita la ludoteca Tecnotown, è possibile vedere quali sono i primi interventi che le maestranze dovranno eseguire per salvare il Teatro, seguendo il progetto di restauro dellarchitetto Piercarlo Crachi: il tetto presenta infatti tegole rotte e sconnesse. Allestita una copertura temporanea, gli operai passeranno in tempi stretti a sanare quella originaria e, contestualmente, gli altri ambienti del grande edificio: come i depositi sotterranei, un ambiente di mille metri quadrati che, collegato con due ascensori al palco sovrastante, sarà destinato ad esposizioni, anche contemporaneamente agli spettacoli; o come la platea e la doppia galleria di palchetti, dove i 240 posti in tutto saranno garantiti da sedie moderne e, alloccorrenza, da mettere via per sfruttare tutto lo spazio. Il Teatro della villa - che fu completato solo nel 1874 e che, da allora, ha ospitato solo uno spettacolo (nel 1905) per allietare le ore dei Torlonia - nel 2008 non proporrà solo drammi e commedie, pièce tradizionali o performance davanguardia. In cartellone ci sono anche proposte di alta cucina, una caffetteria più chic rispetto a quella "chip" aperta nella Limonaia. Lentrata sarà quella voluta da Alessandro Torlonia per le nozze del 1840 con Teresa Colonna, e impiegata per il matrimonio della loro Anna Maria con Giulio Borghese nel 1873: ossia quella al centro dellemiciclo delle serre. Lì verranno messe le piante esotiche tanto care ai principi. E a gestire lumidità dellambiente ci sarà un sistema computerizzato che aprirà i lucernari oltre i 24 gradi, e li chiuderà in caso di pioggia. Vetri hi-tech e fiori torneranno anche nella serra bassa, quella attaccata allo zoccolo della facciata. Da quel momento, la festa potrà avere inizio.
Villa Torlonia, lultimo restauro e ora nasce il parco dellarte
Il Teatro e la Serra Moresca di Villa Torlonia saranno restaurati e riaperti entro il 2008. Il progetto di restauro è stato approvato e le opere di consolidamento e pulitura sono state eseguite negli ultimi due anni. Il Teatro sarà dotato di un palcoscenico moderno e una caffetteria, mentre la Serra Moresca sarà trasformata in un museo del Neoclassicismo e dell'Eclettismo. I lavori saranno finanziati con 5,5 milioni di euro del Campidoglio e 2,5 milioni della Pirelli Cultura spa. La villa tornerà a essere un luogo di cultura e intrattenimento, con proposte di spettacoli, mostre e eventi.
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