In due distinte operazioni i carabinieri hanno sequestrato quindici miniappartamenti, un capannone e una piscina ornamentale, tutti abusivi. Nel corso di un servizio finalizzato a combattere e reprimere l'escalation dell'abusivismo edilizio all'interno dell'area sottoposta a vincolo, ben nascosto dalla folta vegetazione, nel cuore della pineta adiacente la riserva naturale «Alto Tirone della Guardia» i militari della compagnia di Torre Annunziata agli ordini del capitano Pasquale Sario e del tenente Valentino Nevosi hanno scoperto un piccolo residence fuorilegge di circa seicento metri quadrati e un capannone. Il proprietario della superficie, le cui generalità non sono state rese note, avrebbe, però, esibito agli investigatori la documentazione attestante l'ottenimento del condono. Saranno i pubblici ministeri della Procura della Repubblica di Torre Annunziata a valutare la fondatezza delle giustificazioni rese dal diretto interessato. Sul posto, oltre ai militari, sono intervenuti anche gli agenti della polizia locale alle dipendenze del sottufficiale anziano, Damiano Policarpo. In particolare hanno operato con i carabinieri i marescialli Luigi Balzano, Pasquale Scebi e Ciro Padano, ed il personale dell'ufficio tecnico, diretto dall'ingegnere Giorgio Gallo che hanno provveduto ad effettuare i rilievi di rito. Il complesso sequestrato sorge poco lontano da via Cifelli e non è visibile dalla strada. Per raggiungere gli appartamenti successivamente sigillati gli investigatori sono stati costretti a percorrere a piedi un tratto di fitta boscaglia. La folta vegetazione agevola notevolmente i fautori della cementificazione selvaggia. Via Cifelli, dove è avvenuto il blitz delle forze dell'ordine, è la strada che conduce al cratere del Vesuvio, lungo la quale sorgono alberghi e ristoranti che costituiscono l'ossatura dell'economia di Boscotrecase. Nel periodo che intercorre tra aprile ed ottobre, infatti, queste attività offrono lavoro a centinaia di persone. Ed è proprio in uno di questi locali che i carabinieri di Trecase, coordinati sul campo dal maresciallo capo Luigi Marletta, hanno rilevato un ulteriore scempio ambientale che ha condotto al deferimento a piede libero del proprietario. Secondo le ipotesi formulate dai carabinieri, anche gli appartamenti sequestrati potevano essere destinati a diventare una struttura alberghiera. Nella zona del parco del Vesuvio, nell'ultimo periodo numerosi reati contro l'ambiente sono stati commessi nonostante gli assidui controlli effettuati dal Corpo forestale dello Stato. Gli agenti del coordinamento territoriale per l'ambiente, agli ordini del vicequestore aggiunto Ciro Lungo, solo negli ultimi mesi, hanno effettuato diversi blitz nell'area compresa tra Boscotrecase, Trecase e Terzigno. In modo particolare, oltre ai manufatti abusivi come quello scoperto dai carabinieri, l'attività delle sentinelle con l'aquila sul berretto, si è concentrata, soprattutto, nell'ambito delle discariche a cielo aperto di cui è disseminata la fascia pedemontana del Vesuvio. Lo scorso settembre i ranger hanno scoperto che il cratere del Viuli era stato parzialmente riempito da materiale edile di risulta che proverrebbe dai manufatti costruiti nell'ambito dell'hinterland vesuviano.