Approvati 17 articoli su 23, si tratta ancora sul maxi emendamento Sulla cessione a un fondo immobiliare degli ospedali insorge lopposizione Cracolici: "Il governatore è come Totò vuole vendersi la fontana di Trevi" Vengono dimezzati i fondi per nuovi contratti a tempo determinato Lagenzia per i rifiuti e quella del Mediterraneo escluse dai tagli -------------------------------------------------------------------------------- In attesa del maxi emendamento del governo, Sala dErcole vara i tagli alla spesa. E passano le misure che impongono una cura dimagrante alle Asl e agli enti collegati alla Regione: via libera del parlamento alla norma che impone la riduzione del 10 per cento di tutte le spese di istituti, aziende, agenzie, consorzi ed altri organismi che usufruiscono di trasferimenti da parte dellamministrazione regionale. Negli stessi enti scatta il divieto di assunzione di nuovo personale. Potranno essere stipulati solo contratti a termine, ma per un costo complessivo pari alla metà di quello fatto registrare nel 2005. In ogni caso, ieri è arrivato un salvagente per i precari attualmente in servizio: è stato approvato (con soli tre voti di scarto) un emendamento delludc Nino Dina che dà la possibilità di rinnovare i rapporti di impiego a tempo determinato negli enti parco, nellagenzia per i rifiuti e per le acque, nellArpa, nella protezione civile, nei consorzi di bonifica e in tutti gli enti regionali. Una stretta anche alle spese di rappresentanza (40 per cento) e alle consulenze (50 per cento). Disposizioni che non valgono per tutti: esclusi gli enti istituiti dopo il 2004, come lagenzia per i rifiuti e le acque e lagenzia per il Mediterraneo. Approvato anche larticolo che prevede una riduzione del 10 per cento dei compensi dei manager di Ausl, ospedali e policlinici universitari. Sì dellaula a una misura di emergenza che consente allassessore al Bilancio di disporre in qualsiasi momento, senza lavallo della giunta, la sospensione di impegni di spesa e pagamenti. E in tempi di vacche magre, a pagare sono pure i dipendenti regionali, che perdono lindennità di trasferta. Provvedimenti che dovrebbero servire a contenere un deficit tendenziale stimato in 2,4 miliardi di euro, su cui incide pesantemente il debito della Sanità, che ha determinato anche laumento delle tasse a carico di cittadini e imprese. Conseguenza, questultima, di una norma della Finanziaria statale del 2006 che «punisce» le Regioni meno virtuose, fra cui la Sicilia, con un aumento di Irap e Irpef. E nella legge allesame dellArs ci sono gli effetti di questinasprimento delle imposte: 287 milioni di maggiori introiti fiscali. La restante parte del deficit 2005 verrà coperto con un mutuo ventennale da 84 milioni annui. Il sabato lavorativo di Palazzo dei Normanni ha portato la Finanziaria vicino al traguardo. Diciassette articoli approvati su 23. Ma è stata accantonata una delle norme-chiave della manovra, quella che riguarda proprio il piano di rientro della Sanità. Allinterno, la riduzione dei trasferimenti per il settore pubblico (80 milioni in meno) e privato (20 milioni) e la possibilità per lassessore di prevedere nuove forme di ticket sanitari. Via libera invece alla norma che prevede la vendita, o comunque la «valorizzazione» del patrimonio di Ausl e ospedali. Un passaggio fondamentale della strategia del governo Cuffaro, che potrebbe passare anche attraverso linserimento degli immobili della Sanità nel fondo immobiliare gestito da Pirelli Re. Una manovra da 250 milioni di euro, contestata dal diessino Antonello Cracolici: «Le strutture sanitarie non appartegono alla Regione ma alle Asl - dice - Cuffaro come il più famoso Totò vuole vendere la fontana di Trevi». Il governatore decide di non rispondere «alle battute provocatorie. La stachezza - afferma - fa brutti scherzi». Cuffaro ringrazia invece «lintero Parlamento per la prova di serietà» mostrata durante linsolito sabato lavorativo. Dopo le bufere dei giorni (e delle notti) scorsi, la maggioranza è andata avanti sulla base di un accordo che ha visto il ritiro degli emendamenti. E intanto lavora sempre a un maxi articolo aggiuntivo che al momento conta 15 commi ma che è destinato ad allargarsi ancora. Fra le ultime norme inserite, il rifinanziamento dellintera platea del precariato a carico della Regione: oltre trentamila fra Lsu e contrattisti degli enti locali, che gravano sul bilancio per trecento milioni di euro. Ma non solo: nel maxi emendamento spunta anche la sanatoria per la ristrutturazione di alberghi. Una disposizione che consente la demolizione e la ricostruzione, nelle zone vincolate, di strutture turistiche dismesse, senza nuove licenze. E cè la possibilità, per i consorzi Asi, di vendere i rustici industriali con le tariffe delledilizia residenziale pubblica (le case popolari). Allinterno della manovra cè anche la riforma che prevede la nascita di enti turistici che fanno capo alle Province, al posto di aziende di soggiorno e Aapit, in via di soppressione. Una norma concordata fra lassessore al Turismo Dore Misuraca, Raffaele Lombardo e Francesco Musotto, ma contestata da altri ambienti forzisti. Il capogruppo Francesco Cascio, in questi giorni, non ha mancato di esprimere perplessità. I lavori sono stati rinviati a lunedì. E Cuffaro ha annunciato che subito dopo lapprovazione della manovra porterà allesame dellaula lesercizio provvisorio, per evitare ulteriori ritardi nel pagamento degli stipendi dei regionali e dei fornitori dellamministrazione.
SICILIA. FINANZIARIA: "Il governatore è come Totò vuole vendersi la fontana di Trevi" : immobili della Sanità, sanatoria per ristrutturazioni alberghiere.
Il governo ha approvato 17 articoli su 23 della sua manovra finanziaria, che prevede tagli alla spesa pubblica e misure per contenere il deficit. Le misure includono la riduzione del 10% delle spese di istituti, aziende e agenzie che usufruiscono di trasferimenti da parte dell'amministrazione regionale, il divieto di assunzione di nuovo personale e la possibilità di stipulare contratti a termine. La manovra prevede anche la vendita o valorizzazione del patrimonio di Ausl e ospedali, e la creazione di enti turistici che fanno capo alle Province. Le misure sono state approvate dal Parlamento, ma la norma sulla vendita del patrimonio sanitario è stata accantonata.
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