Scrive l'archeologo Valerio Massimo Manfredi, a proposito dell'antica Akragas nel volume «I greci d'occidente», che le origini della città, fondata attorno al 585 a.C. da coloni dorici di Gela, di Rodi e di Coo «sono connesse a vicende fosche e crudeli, legate soprattutto al nome del tiranno Falaride». In effetti, dopo millenni, ancora si conosce molto poco di questo straordinario insediamento il cui nome deriva da un piccolo fiume che scorreva nei pressi e che venne realizzato con un disegno urbanistico imponente. «Falaride - spiega nel suo saggio l'archeologo Manfredi - avrebbe preso il potere tra il 570 e il 574 in modo decisamente bizzarro, ma in fondo non dissimile da quello di certe storie dell'odierna Sicilia. Avendo ottenuto l'appalto per la costruzione di un tempio, egli utilizzò il denaro pubblico per armare gli operai del cantiere: costituì così una banda con cui occupò l'Acropoli e prese il controllo della città». Ma se poco si conosce delle sue origini, molto meno si sa sui reali motivi che determinarono la fine della città. Al di là della storia antica, in questo periodo la direzione del Parco Archeologico e Paesaggistico Valle dei templi, al quale è affidata la gestione dei principali monumenti, ha deciso di avviare una approfondita ricerca documentaristica soprattutto iconografica su com'era la Valle dei templi in passato. Ad esempio all'inizio del secolo scorso, quando ancora sulla collina monumentale non vi era alcun tipo di vegetazione e il paesaggio era decisamente diverso da quello attuale. In particolare, in questo ultimo periodo, la direzione ha acquisito da privati alcune immagini inedite della Valle, scattate dai primi fotografi. Immagini, ad esempio, scovate negli archivi dei fratelli Alinari di Firenze che documentano proprio lo stato dei luoghi nel nostro sito archeologico agli inizi del Novecento. In particolare è saltata fuori una tra le prime fotografie del tempio di Ercole in rovina, con le sue colonne a terra in mezzo ai ruderi. Quelle stesse colonne che in anni successivi, grazie all'opera del mecenate inglese Alexander Hardcastle, tornarono a svettare mutando definitivamente il paesaggio della Valle. Dice il direttore del Parco Archeologico, Pietro Meli: «Stiamo cercando di acquisire il maggior numero di testimonianze sul passato della Valle, per cercare di creare una sorta di archivio storico al quale fare poi riferimento. Non è escluso che parte del materiale fotografico che stiamo acquisendo, presto possa venire trasformato in una mostra itinerante sui luoghi del mito». Tra le altre immagini inediti che sono state acquistate dal Parco e che pubblichiamo in anteprima, troviamo anche una fotografia relativa a parte delle rovine del tempio di Giove con uno dei Telamoni adagiato a terra. E in lontananza appare la «casina» che con il tempo Alexander Hardcastle riuscì a trasformare in Villa Aurea in onore della quinta porta d'ingresso dell'antica città. «Poiché la data di costituzione dell'Ente Parco è molto recente - ha concluso il direttore Pietro Meli - e noi non abbiamo mai posseduto un vero e proprio archivio fotografico storico, adesso stiamo tentando, con l'aiuto dei privati, di colmare in tempi brevi anche questa nostra carenza».
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L'archeologo Valerio Massimo Manfredi ha scritto un saggio sulle origini di Akragas, fondata nel 585 a.C. da coloni dorici. La città fu fondata da Falaride, un tiranno che prese il potere tra il 570 e il 574 a.C. utilizzando il denaro pubblico per armare gli operai del cantiere. La sua banda prese il controllo della città e occupò l'Acropoli. La fine della città non è ben documentata, ma il Parco Archeologico e Paesaggistico Valle dei templi sta avviando una ricerca documentaristica per conoscere meglio la storia della Valle dei templi.
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