Le accuse dellex gestore: estromesso dai proprietari cui avevo già anticipato il canone, gran parte versato in nero "Ora voglio i soldi dai Messeni" A ottobre organizzerà a New York un evento per linfanzia con Muti Al Pacino e Benigni -------------------------------------------------------------------------------- si è rituffato nel suo lavoro, Ferdinando Pinto. Dopo essere stato assolto per lincendio del teatro Petruzzelli, si sta dedicando anima e corpo ai suoi progetti nel mondo dello spettacolo: per ottobre, per esempio, sta cercando di organizzare a New York una grande kermesse dedicata allinfanzia negata, con un cast deccezione che prevederebbe nomi come Riccardo Muti, Al Pacino, Giancarlo Giannini e Roberto Benigni. Sembra rinato, luomo che nel 1993 fu arrestato con laccusa di aver ordinato il rogo del teatro da lui stesso portato alle stelle, ed è tutto proiettato verso il futuro. Ma cè ancora un conto da chiudere con il passato. E lui lo vuole chiudere. In ballo cè una possibile richiesta di risarcimento danni indirizzata alla famiglia proprietaria del teatro, i Messeni Nemagna. La questione è già allattenzione di un avvocato romano. A motivare la richiesta di denaro sarebbe lopposizione dei proprietari al progetto di Pinto di ricostruire il teatro. Subito dopo lincendio, infatti, il manager aveva chiesto, con una lettera indirizzata al prefetto, al procuratore capo e alla famiglia, di potersi occupare, insieme alla Soprintendenza, della ricostruzione del teatro entro diciotto mesi. La richiesta fu respinta: Pinto sostiene di essere stato, allepoca, estromesso dal teatro e obbligato a rinunciare al canone pagato in anticipo, circa un miliardo delle vecchie lire. Gli sarebbe stato impedito di poter utilizzare il nome "Petruzzelli" nel prosieguo dellattività. Bloccato il suo tentativo di trasferire temporaneamente il cartellone, come è successo per altri teatri italiani (come la Fenice di Venezia o il Regio di Torino) in altre sedi, non è stata consentita, dunque - questa potrebbe essere la nuova tesi dellex direttore - tutta lattività dopo la ricostruzione. Un danno di immagine e materiale: contratti ai quali non sè potuto dare esecuzione, conseguenti cause in danno, soldi spesi con la "Città di Federico", finanziata con le sponsorizzazioni dei commercianti baresi, poi bloccata dalla magistratura; il prestigio di un marchio conosciuto nel mondo definitivamente dissolto. Fu la famiglia a chiedere i danni a Pinto. Ora, invece, le parti potrebbero rovesciarsi. Pinto potrebbe appellarsi anche alla volontà diffusa della città a non perdere il teatro alla quale si sarebbe contrapposta la famiglia. Che avrebbe così assecondato la tesi secondo la quale il suo tentativo di rendere pubblico il teatro sarebbe stato il movente per giustificare lincendio del teatro. Cè poi la questione del canone daffitto che Pinto doveva corrispondere ai proprietari: «Era in massima parte in nero e loro lo volevano in anticipo ogni tre anni. Io avevo rinnovato il contratto pochi giorni prima dellincendio, anticipando il canone in corso e i tre anni precedenti». Sarebbe un ulteriore strascico giudiziario, che farebbe della vicenda Petruzzelli una storia infinita. La famiglia Messeni Nemagna rischia di ritrovarsi a combattere su due fronti: la causa di Ferdinando Pinto per danni, da una parte; il ricorso alla Corte europea contro lesproprio del teatro, dallaltra.
BARI. Petruzzelli, Pinto pretende i danni anche dalla famiglia
Ferdinando Pinto, il gestore del teatro Petruzzelli, è stato accusato di aver ordinato lincendio del teatro nel 1993. Dopo essere stato assolto, Pinto sta cercando di ricostruire il teatro e ha organizzato un evento per linfanzia a New York con un cast di nomi famosi. Tuttavia, la famiglia proprietaria del teatro, i Messeni Nemagna, ha richiesto un risarcimento danni per lopposizione al progetto di Pinto di ricostruire il teatro. Pinto sostiene di essere stato estromesso dal teatro e obbligato a rinunciare al canone pagato in anticipo. La questione è già allattenzione di un avvocato romano.
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