QUARTU. La città cresce a ritmi vertiginosi. Soprattutto sul versante abusivismo. Si dirà: purtroppo non è una novità, se è vero che negli ultimi vent'anni i cento chilometri quadrati di territorio sono riusciti a conquistare la medaglia di bronzo nazionale nella categoria "mattone selvaggio", dopo Napoli e Gela. Il dato più allarmante, però, è un altro: all'orizzonte non c'è alcuna inversione di tendenza. Gli implacabili numeri sciorinati dal Gruppo di intervento giuridico lasciano pochi dubbi: se nel 2004 i casi accertati erano stati quattrocentoventi, due anni dopo sono quattrocentocinquanta. Dove sono i caterpillar per le demolizioni? Semplice: rimangono impantanati nelle procedure di rito che sono attivate, di concerto tra Comune e Tribunale, quando gli immobili abusivi devono soccombere ai colpi delle benne. Dice l'assessore all'Urbanistica Vittorio Falchi: "Molte costruzioni sono ancora in piedi perché, diciamo da un anno e mezzo a questa parte, non riusciamo a chiudere le pratiche necessarie alle demolizioni. Questo soprattutto per una carenza organizzativa, ad esempio perché in Comune non esisteva un ufficio dedicato esclusivamente alle procedure aperte per abusivismo edilizio". - È cambiato qualcosa? "Prima di tutto abbiamo suddiviso il settore Urbanistica in due comparti - dice Falchi - il primo si occupa di edilizia privata, il secondo di pianificazione territoriale. All'interno del primo ufficio trova posto la vigilanza, composta da alcuni funzionari che hanno un'unica mansione: portare a termine, ovvero chiudere, le procedure che interessano gli immobili classificati come insanabili". - In che tempi e modi agiranno? "Prima di tutto si prende contatto con il tribunale che deve dichiarare definitivamente insanabile l'edificio in questione. Dopodichè si avviano le procedure per la demolizione, in accordo con la Regione, che secondo gli accordi siglati con la nostra amministrazione, si accollerà gli oneri di demolizione. Per quanto riguarda i tempi, posso dire con certezza che entro dieci giorni gli uffici lavoreranno a pieno regime e, dunque, presto ci saranno i primi risultati". Quindi, almeno in teoria, le ruspe dovrebbero entrare in azione davanti alle porte di ben centocinquanta proprietari le cui abitazioni non rientrano tra quelle condonate con i provvedimenti del 1994 e 1996, senza contare gli immobili totalmente abusivi che rientrano tra i quattrocentocinquanta del 2006. "Bisogna agire - dice con forza il Gruppo di intervento giuridico - altrimenti tutto si ridurrà ai soliti, miseri palliativi".
Quartu, il ritorno dei "caterpillar". L'assessore Falchi annuncia il pugno duro per gli abusi edilizi
La città cresce a ritmi vertiginosi, soprattutto sul versante abusivismo. Negli ultimi vent'anni, i cento chilometri quadrati di territorio conquistati sono stati i più alti della categoria "mattone selvaggio" dopo Napoli e Gela. Il dato più allarmante è che all'orizzonte non c'è alcuna inversione di tendenza. Gli implacabili numeri sciorinati dal Gruppo di intervento giuridico lasciano pochi dubbi: se nel 2004 i casi accertati erano stati quattrocentoventi, due anni dopo sono quattrocentocinquanta. Le demolizioni rimangono impantanate nelle procedure di rito.
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