SIENA Un milione di euro. A tanto ammonta il valore (secondo una prima stima) degli oggetti trafugati da villa Cetinale, una delle più belle in Toscana. L'immobile si staglia incontrastato sulla sommità di una collina in provincia di Siena e nel 1977 fu acquistata da sir Antony Lambton, morto qualche settimana fa. L'ex parlamentare inglese, sesto conte di Durham, aveva restituito la villa, costruita tra il 1676 e il 1678 dal cardinale Flavio Chigi, al suo antico splendore. Al momento della razzia in casa non c'era alcuna persona, anche la moglie di Lambton è morta di recente. I ladri, secondo quanto hanno accertato i carabinieri avvisati del furto da una parente dei proprietari della villa, avrebbero agito durante la notte tra mercoledì e giovedì. Sono arrivati fino a una portafinestra che si trova sul retro. L'hanno forzata e sono entrati direttamente al secondo piano dell'immobile. Sono scesi e al piano terra hanno disattivato l'allarme. Poi hanno iniziato a rubare. Alla fine risultano spariti venti quadri e due mobiletti. Tra i dipinti ce ne sono due che più di altri hanno un grande valore. In particolare una Madonna attribuita a Sano di Pietro (250-300.000 euro) e un acquarello di un artista inglese (70.000 euro circa). Metà degli oggetti trafugati era già stato fotografato e c'è anche un piccolo inventario privato che ora è in mano ai carabinieri. Le indagini sono partite a spron battuto e in queste ore vengono seguite più piste. Accanto ai carabinieri di Siena ci sono naturalmente i loro colleghi del nucleo tutela patrimonio culturale di Firenze. E sono proprio questi ultimi, in quanto specializzati nel recupero delle opere d'arte, a cercare di capire se si sia tratto, o meno, di un furto su commissione. A prima vista, considerando gli oggetti rubati, sembra quasi che i malviventi abbiano agito un po' alla rinfusa. C'è il particolare dei due mobiletti portati via. Sono preziosi, ma non quanto altri che si trovavano in altre stanze della villa. E poi l'altro elemento a dire poco strano è che la maggior parte dei quadri trafugati si trovavano lungo le scale tra il secondo piano e il sottostante. In pratica la via di accesso e di fuga dei ladri. Hanno forse sbagliato obiettivo? Sono entrati nell'edificio principale ignorando la piccola cappella privata dentro la quale sono racchiusi dei veri e propri capolavori? Saranno, comunque, gli investigatori a capire esattamente quale tipo di furto sia stato consumato a villa Cetinale.