Una verifica sulle autorizzazioni concesse negli ultimi dieci anni dalle soprintendenze calabresi è stata chiesta ai Ministeri per l'Ambiente e per i Beni Culturali dal Movimento ambientalista Tirreno cosentino che ha anche chiesto le dimissioni del soprintendente ai beni ambientali della Calabria, Francesco Cecato "e di tutto il suo staff della soprintendenza di Cosenza per manifesta incapacità a gestire le bellezze del nostro territorio". "Ci ha rallegrato tantissimo - è scritto in una nota - l'abbattimento del mostro di Copanello. Ma ad un mostro abbattuto ne stanno per sorgere altri dieci. L'ultimo di nuovo a Praia a Mare in località Fiuzzi di fronte all'isola di Dino. Non bastava l'albergone pluricontestato e sotto varie inchieste giudiziarie, la più vicina delle quali vede il sindaco di Praia, Praticò, a giudizio per falso ideologico il prossimo 20 dicembre. Ecco un nuovo mostro a poche decine di metri da questo ed anche questo a poche decine di metri dalla spiaggia e nei pressi di una splendida scogliera. Ma non è solo Praia a Mare sotto attacco. I beni ambientali sono in pericolo ovunque in tutta la costa tirrenica". "Il Presidente della Regione Loiero - prosegue il Movimento - ha dichiarato di essere soddisfatto dell'abbattimento di Copanello e che a questo seguirà l'abbattimento di altri edifici abusivi. Ma qui sta il punto caro Loiero. Molti edifici sono autorizzati. Non sono per niente abusivi. Bisogna quindi non farli neanche sorgere, come non deve sorgere l'Europaradiso sul Fiume Neto. Questi nuovi mostri sono legali e legalizzati proprio dagli enti che la Regione Calabria ed il Ministero rappresenta". "I nuovi mostri - è scritto nella nota - hanno il permesso della Soprintendenza di Cosenza, così come le villette ed i villaggi di Cirella hanno le autorizzazioni della Soprintendenza dei Beni archeologici di Reggio Calabria e di Cosenza. A cosa servono allora le soprintendenze? Servono a controllare il nostro territorio o ad autorizzare gli ecomostri? Riteniamo che la gestione delle soprintendenze in Calabria siano dannose per l'ambiente e che non hanno alcuna funzione di controllo reale sul territorio".