Aree metropolitane, il ddl Amato-Lanzillotta: "Più fondi e servizi efficienti. E potrà fare leggi". Resta la Provincia Norme che il governo deve disciplinare entro due anni dall entrata in vigore della legge Dalle "risorse necessarie" alla "possibilità di legiferare" il sindaco Veltroni: Per la città un giorno importante. Potrà disporre, come negli ordinamenti stranieri, della necessaria autonomia il presidente Marrazzo: E una bella notizia, aspettavamo da tempo che alla città venissero riconosciuti questi poteri il ministro Lanzillotta: Effetti economici con la semplificazione e laumento dell efficienza Nero su bianco i criteri a cui palazzo Chigi dovrà attenersi per dare più prestigio alla città Poteri forti e un fondamentale riconoscimento del ruolo della Capitale, mantenendo intatto lente Provincia. Per Roma infatti sono due i capisaldi che vengono fuori dallapprovazione, da parte del governo, del nuovo Codice delle Autonomie locali, un disegno di legge coo-firmato dai ministri Amato e Lanzillotta, che coinvolge altre otto grandi città italiane approvato ieri dal Consiglio dei ministri e che ora passerà allesame del Parlamento. Per la Capitale, il ddl prevede allarticolo 5 (sui 7 complessivi che riguardano la possibilità di ridisegnare confini e aree degli enti territoriali) norme su Roma Capitale che il governo è "delegato a disciplinare entro due anni dallentrata in vigore della legge". Mette nero su bianco i criteri a cui il governo dovrà attenersi per ampliare il "prestigio" del suo ruolo Capitale dItalia: dallassicurazione delle «risorse necessarie» fino alla previsione, per Roma, di un "potere regolamentare", dunque la possibilità di emettere sue leggi, in deroga a specifiche disposizioni legislative, in materia di urbanistica, edilizia pubblica e privata, trasporti e mobilità, servizi sociali. Non solo. Menziona la Provincia di Roma, ma, a differenza delle altre città, ne conferma il ruolo come interlocutore del Comune di Roma, per lamministrazione dellarea esterna alla Capitale. Questo vuol dire che a Roma non si arriverà ad istituire una "Città metropolitana", come vorrebbe la legge per le città più grandi dItalia che vedrebbero scomparire così la Provincia, proprio perché la capitale godrà del suo status di area con poteri speciali. «Guardando al complesso del provvedimento, si può intuire quali saranno gli effetti non solo finanziari ma anche economici in termini di semplificazione e di aumento dellefficienza delle amministrazioni e del sistema» dice il ministro Lanzillotta; «Oggi per Roma è un giorno importante. Lapprovazione della norma di delega sullordinamento di Roma Capitale è il primo, fondamentale passo per lattuazione del dettato costituzionale in materia - ha dichiarato il sindaco Veltroni - è un passo, questo compiuto dal Governo, lungamente atteso. Con la definizione dei decreti delegati che poi verranno adottati, Roma potrà finalmente disporre, come in tutti gli ordinamenti stranieri, dellautonomia necessaria per svolgere efficacemente, nellambito dellattuale Provincia che resta istituzione fondamentale per le esigenze di area vasta, le funzioni di Capitale: funzioni di cui la nostra città si onora e che intende esercitare al meglio nellinteresse dei cittadini e della nostra Repubblica». E il presidente della Regione Piero Marrazzo: «E una bella notizia. Aspettavamo da tempo che alla città venissero riconosciuti i poteri che le competono: il governo ha mosso un passo deciso in questa direzione». Ed è netto il giudizio del senatore Esterino Montino, segretario Ds Roma: «Al contrario di quanto fatto dal precedente governo di centrodestra che ha tentato in tutti i modi di mettere in ginocchio la Capitale con tagli forsennati alle risorse fino a impedirgli funzioni e deleghe che altre grandi città avevano già ricevuto, Roma ha ricevuto ciò che aspettava solo con larrivo del governo dellUnione. Si tratta di una svolta storica».