Gaber, De André, Sciascia, Calindri e Edgardo Sogno tra i nomi scelti dalla giunta. Le Basiliche dedicate a Giovanni Paolo II Sì al parco Fallaci, no alla Cederna Cinque strade e sedici giardini. Il Comune ha ufficializzato i nomi dei personaggi a cui verranno intitolati. E subito scoppiano le polemiche. La giunta ha infatti deciso di dedicare un giardino a Oriana Fallaci, ma non cè nulla per Camilla Cederna (mentre un giardino sarà intitolato al fratello Antonio) e Aldo Aniasi. Il parco delle Basiliche in ricordo di Giovanni Paolo II, tra i nomi scelti anche Gaber, De André, Sciascia. Cè Edgardo Sogno e non Aldo Aniasi. Tutto fermo, invece, per Bettino Craxi. Lassessore Sgarbi: scelte condivise dalla giunta. Duro il centrosinistra: metodo umiliante. Una targa al fratello della giornalista dellEspresso. Ds: giochino umiliante Le decisioni in Comune. Il parco delle Basiliche intitolato a papa Wojtyla Sgarbi: per i politici decisa una moratoria Ipotesi rimandata per Craxi Sono 21 i nomi nuovi Non una via Camilla Cederna ma un giardino Antonio Cederna. Lassessore Vittorio Sgarbi lo definisce il «colpo di scena», visto che fino a ieri mattina era alla giornalista Camilla che lui e il sindaco Moratti avrebbero voluto intitolare una via di Milano. E invece, allultimo minuto, ecco che la giunta archivia lei perché «attaccò il commissario Calabresi». E invece dedica un giardino al fratello Antonio, Padre di Italia Nostra e dellambientalismo italiano. Così ha deciso la giunta. E Sgarbi non se la prende neppure un po: «La famiglia comunque sarà contenta. Magari avremmo potuto fare via Fratelli Cederna, ma non erano i Fratelli Cervi». Scherza, lassessore alla Cultura Vittorio Sgarbi dopo che la giunta Moratti ha approvato quella delibera sulle nuove vie e giardini di Milano bloccata da un paio di mesi. E scherzano anche i suoi colleghi di giunta, quando lasciano la seduta parlando di «toponomastica dadaista alla Sgarbi». Un primo round, perché la lista delle candidature continua ad allungarsi: lultima, appena arrivata, è una via per il giuslavorista ucciso dalle Br Marco Biagi. Non scherzano affatto altrove. «Metodo umiliante», dice dallUlivo il diessino Pierfrancesco Majorino, per il quale lassenza di Aldo Aniasi è dovuta «al rancore di chi non perdona il suo essere stato un glorioso comandante partigiano e un orgoglioso antifascista». Mentre «il giochino della sostituzione di Camilla Cederna con Antonio Cederna risulta oltraggioso per la memoria di entrambe le figure di studiosi e democratici». «Toponomastica di parte», attacca il segretario della Camera del lavoro Onorio Rosati, guardando alla via negata ad Aniasi e al giardino tributato a Oriana Fallaci. La Cgil ha già raccolto 4mila firme per chiedere al sindaco di superare i veti di An su Aniasi e su Camilla Cederna. Le porterà in Comune: «Letizia Moratti dimostra di essere il sindaco di una parte sola. E ancora una volta strade e parchi vengono usati per ricordare solo una parte della storia della città». Da ieri Milano ha cinque nuove vie e sedici giardini. Le vie vanno a Giorgio Gaber, Fabrizio De Andrè, Leonardo Sciascia, Ernesto Calindri, Edgardo Sogno. Nasce a tempo record un giardino intitolato a Oriana Fallaci, scomparsa solo quattro mesi fa. Il Parco delle Basiliche cambia nome e diventa Parco Giovanni Paolo II. Arrivano giardini intitolati a Wanda Osiris, Walter Chiari, Giovanni Testori, al baritono Aldo Protti e a Renata Tebaldi, a Carmelo Bene, a Marisa Bellisario. Niente invece per Camilla Cederna, ma un giardino al fratello Antonio. Non cè lex sindaco e partigiano Aldo Aniasi. Giorgio Strehler ha un giardino in viale Jenner invece della prevista via Rivoli, davanti al suo teatro. E il direttore del Piccolo Sergio Escobar chiede «se non sia meglio il silenzio». Rimandata lipotesi di una strada a Bettino Craxi. La giunta, la settimana prossima, deciderà un criterio generale per tutti i politici. Così ha voluto Letizia Moratti. Ed è più che probabile che si decida di aspettare almeno dieci anni dalla morte prima di intitolare strade, regola per tutti e dunque anche per Craxi per il quale ieri cadeva il settimo anniversario della morte. Da Hammamet il figlio Bobo non affonda: «Ne parlerò con il sindaco, lei è eletta dal popolo e credo che abbia la parola definitiva».