Ok in commissione al nuovo ingresso della sede di via Castiglione dove sorgerà il Museo della Città della Fondazione Carisbo Via libera alla torre vetro-acciaio ora Palazzo Pepoli piace a tutti Un ascensore interno, una scalinata nel cortile interno Una torre «tecnologica» in vetro e acciaio incastonata nel cortile interno di Palazzo Pepoli. Con un ascensore interno, una scalinata, e spazi espositivi. Una struttura leggera, flessibile, non permanente. Ecco come sarà il nuovo ingresso del Museo della Città di via Castiglione 10. Il progetto, presentato alcuni mesi fa, dopo quattro passaggi in commissione e i nulla osta del comitato ministeriale e della Soprintendenza, arriverà il 29 in consiglio comunale per lapprovazione definitiva, mentre lunedì prossimo i consiglieri comunali faranno un ultimo sopralluogo nellarea da edificare. «La torre - spiega il vicepresidente della Fondazione Caribo Virginiangelo Marabini - era necessaria perché il Museo della Città è ospitato allinterno di Palazzo Pepoli, che ai piani superiori è abitato da famiglie. Per questo bisognava trovare un modo per svincolare laccesso al museo dalle scale condominiali». Ed ecco lidea della torre, che secondo il progetto avrà un costo di circa 2 milioni di euro e che collegherà, dal cortile interno del palazzo storico, il piano terra, il primo piano e lammezzato: «Svetterà di circa 12 metri, ma non raggiungerà gli ultimi piani, che sono occupati da privati». I lavori cominceranno appena arriverà il via libera dal consiglio comunale e dureranno dai sei agli otto mesi. «Speriamo di iniziare al più presto - commenta Marabini - anche perché siamo già in ritardo sul termine dei lavori, che avevamo fissato nel 2007». Una lentezza dovuta soprattutto alle pratiche per il rilascio dei permessi. «Speriamo di chiudere il cantiere, considerato anche il restauro degli spazi espositivi e museali, entro la metà del 2008». Ingresso al Museo, e anche spazio espositivo ad hoc, la torre piace a tutti. O non dispiace a nessuno. Positivi i commenti che arrivano dalla commissione Ambiente e Territorio, riunita ieri per lultimo passaggio prima dellapprodo del progetto in consiglio. Promuove la torre di vetro la diessina Milena Naldi, che auspica un «impegno congiunto di Fondazione Carisbo e Comune anche per la riqualificazione di tutti quegli spazi che servono ad accogliere il pubblico negli spazi adiacenti al museo, o che si troveranno lungo il percorso che collega i musei della città». Favorevole al progetto anche Carlo Monaco, Ltb, che cita maliziosamente le «gocce» fatte costruire dalla giunta Guazzaloca e smantellate dal centrosinistra allindomani della vittoria elettorale: «E sempre lodevole il tentativo di affiancare ad edifici storici nuove strutture moderne». Archiviate dunque le critiche piovute sulla torre a settembre, quando il Presidente di Italia Nostra Carlo Ripa di Meana parlò di un «intervento brutale contrario al regolamento comunale che vietava di costruire allinterno di corti e giardini» e che avrebbe «snaturato uno straordinario esempio di architettura civile e privata di epoca trecentesca come Palazzo Pepoli». Preoccupazioni infondate, secondo larchitetto Roberto Scannavini, che ha partecipato allelaborazione del progetto, «non solo perché abbiamo ricevuto i nulla osta dal comitato ministeriale, dalle soprintendenze, dallausl, e dai vigili del fuoco, ma anche perché si tratta di una struttura leggera, non permanente, che un domani, se si vorrà, si potrà anche togliere». Come le famose «gocce», insomma.
Museo della Città della Fondazione Carisbo : inaugurazione nel 2008
Il Museo della Città di via Castiglione 10 sarà raggiungibile tramite una torre vetro-acciaio, progettata da Milena Naldi. La struttura, che collegherà il piano terra, il primo piano e l'ammazzato, sarà costruita con un costo di circa 2 milioni di euro. I lavori inizieranno appena arriverà il via libera dal consiglio comunale e dureranno dai sei agli otto mesi. La torre sarà una soluzione per svincolare l'accesso al museo dalle scale condominiali. La Fondazione Carisbo e il Comune hanno promesso di lavorare insieme per la riqualificazione degli spazi adiacenti al museo.
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