Trovato laccordo nel Consiglio dei ministri. Cofferati e Vitali soddisfatti. Nuove competenze a palazzo Malvezzi Inserita dal governo tra 9 grandi aree Lo status di "città metropolitana" per Bologna raccoglie la soddisfazione del sindaco Cofferati e la piena approvazione del senatore Walter Vitali. Oltre al benestare della presidente della Provincia, Beatrice Draghetti, secondo la quale questa nuova entità «deve avere le stesse dimensioni della Provincia». Bologna è infatti stata inclusa nel conto delle 9 "città metropolitane" che dovrebbero prendere il posto delle Province, secondo il nuovo Codice per le Autonomie, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. La riforma ridefinisce le funzioni degli enti locali e prevede che, in 9 casi tra cui Bologna, lentità di città metropolitana "assorba" lattuale istituzione provinciale. Unarea che si estende nel territorio caratterizzato da «continuità abitativa, produttiva e sociale» che, secondo la presidente Beatrice Draghetti «deve avere le stesse dimensioni dellattuale Provincia». Anche il senatore Walter Vitali pensa alla città metropolitana di Bologna come il lattuale territorio provinciale, compresa Imola. «Il mio è un parere da "osservatore"», dice Vitali, «perché sono un "tifoso della città metropolitana in quanto tale. Ma sulle basi della legge, se la città metropolitana non coincide con lattuale provincia, si dovrebbe procedere allistituzione di una nuova Provincia. E questo mi pare in contrasto con la volontà espressa più volte dal Governo». Il «nuovo livello istituzionale», comunque, ha raccolto anche il plauso del sindaco Cofferati che si è detto «soddisfatto che il lavoro di questi mesi abbia trovato la sua concretizzazione nella decisione del Consiglio dei Ministri». La novità sarebbe, secondo il primo cittadino, unopportunità di crescita: «Bologna ha da tempo una struttura economica e sociale che integra Comuni diversi. Ora questa struttura potrà diventare un nuovo livello istituzionale in grado di valorizzare le integrazioni esistenti, assicurando maggior dinamicità alleconomia e un più alto livello di qualità della vita alle persone», ha dichiarato. Anche lex sindaco Vitali legge nella riforma una grande occasione. «Prima ancora di essere un tema di ingegneria istituzionale», ha detto il senatore, «è un modo per collocare la nostra città tra i sistemi urbani più significativi in Italia e in Europa». Per la formazione di questa nuova unione di comuni urbani attorno a Bologna, "saldati" da una serie di interessi in comune a partire dalle infrastrutture, liniziativa è comunque degli enti locali. Da tutti i comuni coinvolti e dalla Provincia dovrà partire la proposta, su cui la Regione si esprimerà con un parere. Poi un referendum tra i cittadini sancirà il passaggio di Bologna a città metropolitana, come Torino, Milano, Venezia, Genova, Firenze, Roma e Bari. Non si tratta di una prospettiva così remota, tutto il percorso potrebbe infatti concludersi entro il 2009. «È unipotesi non facile», dice Vitali, «ma sicuramente possibile».