Un parco naturale venduto ai privati. E' il rischio che corrono le Foreste Casentinesi, tra Romagna e Toscana, almeno secondo l'allarme lanciato da Legambiente, che riguarda anche altri tesori dello stato compresi in una lista che secondo l'associazione ambientalista circola negli ambienti del ministero dell'Economia. La lista comprenderebbe i beni dello stato attribuiti alla Patrimonio Spa e divenuti alienabili. Secondo Legambiente si tratterebbe della «prova evidente della pe-ricolosità di un progetto, quello incardinato sulle Patrimonio e Infrastnutture Spa, che svilisce e mercifica la ricchezza del nostro Paese». , «II ministro dell' Economia, Giulio Tremonti, col silenzio compiacente dei ministri dell'Ambiente e dei Beni culturali osserva l'associazione ha messo sull' Italia una pesante ipoteca per riaprire una frenetica stagione di inutili opere pubbliche. Ogni bene in possesso dello Stato è in pericolo, nessuno escluso. Ecco perché questa lista ha un valore solo indicativo e risponde probabilmente alle pressioni delle banche o di danarosi privati». A Legambiente ha risposto ieri il ministro dei Beni culturali Urbani, secondo il quale si tratta di «notizie allarmistiche». In un comunicato, il ministero ribadisce che «l'elenco dei beni immobili di proprietà dello Stato appartenenti al patrimonio indisponibile e disponibile, apparso sulla Gazzetta Ufficiale del 6 agosto scorso e a cui probabilmente fa riferimento la nota diffusa da Legambiente, era ed è da considerarsi puramente ricognitivo». L'elenco, precisa ancora il ministero «non riveste alcun significato di proposta di vendita, come peraltro si può desumere da un'attenta lettura». A Urbani ha risposto il suo predecessore al ministero, Giovanna Melandri, secondo la quale anche se l'elenco dei beni demaniali pubblicato la scorsa estate «è certamente ricognitivo», in assenza di regole certe e chiare, il sospetto che il governo «voglia utilizzare la svendita del patrimonio per fare cassa» è «più che legittimo».